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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42621/2022 del 10/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 04/05/2021 che aveva rigettato l'istanza di revoca o modifica del sequestro preventivo di conti correnti, prodotti finanziari e altri beni disposti nel procedimento a carico del TAVARELLI per i reati di associazione per delinquere, dichiarazione infedele e truffa aggravata. Il ricorrente deduce violazione di legge sostenendo che non sussiste più il fumus del reato di truffa aggravata, richiamando orientamenti giurisprudenziali che avrebbero in alcuni casi qualificato come mera rilevanza amministrativa la sottrazione della base imponibile per scommesse.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. In motivazione è richiamata la sopravvenienza di un nuovo provvedimento del G.i.p. del 12/04/2022 che ha disposto la cessazione del sequestro relativamente ad alcuni beni e il mantenimento o la rinnovazione del vincolo su altri beni per finalità di confisca per equivalente relative al reato associativo. La difesa del ricorrente aveva altresì dichiarato di rinunciare all'impugnazione per carenza di interesse, ritenendo il provvedimento nuovo novativo rispetto agli atti impugnati. Conseguentemente, essendo cessata la materia del contendere e non essendo stato impugnato il nuovo vincolo relativo alla confisca per reato associativo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente esonerato dalle spese.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Norma applicata quale titolo dell'impugnazione in appello avverso l'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di revoca o modifica del sequestro; la Corte rileva i limiti dell'impugnazione alla luce della sopravvenienza di nuovi provvedimenti e della rinuncia del ricorrente.

  • d.lvo 74/2000

    Riferimento normativo per i reati tributari e per la confisca per equivalente; il P.M. ha ritenuto cessata l'esigenza del sequestro a fini di confisca per i reati previsti dal d.lvo 74/2000 in ragione della definizione della procedura di accertamento con adesione.

  • artt. 416-bis, 416-bis.1, 240 cod. pen.

    Norme richiamate nella domanda cautelare del P.M. in relazione al reato associativo (416-bis e 416-bis.1) e ad altri delitti; il G.i.p. ha disposto il mantenimento o il rinnovamento del vincolo su alcuni beni a fini di confisca del profitto del reato associativo.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma procedurale collegata alla misura cautelare reale e al procedimento di sequestro; citata nella memoria e nella nuova disposizione di sequestro del G.i.p.

Massime di principio

  • Se, dopo la proposizione di un'impugnazione, interviene un provvedimento sopravvenuto che modifica o estingue il vincolo originario e la parte rinuncia all'impugnazione per carenza di interesse, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per cessazione della materia del contendere.
  • La dichiarazione di rinuncia del ricorrente ha rilievo assorbente: se la parte rinuncia all'impugnazione rispetto al provvedimento impugnato, non può proseguire il giudizio su quella base, salvo impugnare separatamente eventuali nuovi provvedimenti.
  • La distinzione tra sequestro a fini di confisca per reati tributari e sequestro finalizzato alla confisca per equivalente del profitto da reato associativo può determinare esiti diversi; un nuovo provvedimento che converte o riassetta i vincoli richiede impugnazione autonoma.
  • Questioni attinenti alla legittimità materiale del vincolo reale possono essere soggette a limiti procedurali in sede d'appello; spesso è necessario guardare anche agli sviluppi successivi (sopravvenienze) prima di dichiarare la fondatezza dell'impugnazione.
  • Se si intende contestare un nuovo decreto di sequestro emesso dopo la pronuncia impugnata, occorre proporre impugnazione specifica nei termini e modi previsti, poiché il precedente ricorso può divenire privo di interesse.

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