Cassazione Penale, Sentenza n. 49751/2023 del 14/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che ha rigettato l'appello avverso il provvedimento di rigetto della richiesta di revoca del sequestro preventivo aziendale della società "Universal Distribution". La società era formalmente intestata alla ricorrente ma riconducibile al coniuge, condannato per associazione mafiosa; la ricorrente era stata invece assolta dall'accusa di intestazione fittizia (art. 512-bis). Si censura che, dopo l'assoluzione della ricorrente per intestazione fittizia, non sussisterebbero più i presupposti per il mantenimento del vincolo reale e che il Tribunale non ha adeguatamente motivato le esigenze "conservative" (periculum in mora) richieste per il sequestro finalizzato alla futura confisca.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha ritenuto inammissibili alcuni profili (in particolare quelli che impongono una rivalutazione del materiale probatorio o che sollevano contraddittorietà che andrebbero dedotte nel giudizio di merito del coniuge condannato), ma ha accolto il motivo relativo all'omessa motivazione circa le esigenze "conservative" (periculum in mora) richieste per il mantenimento del sequestro preventivo finalizzato alla confisca. L'ordinanza impugnata è annullata limitatamente alla omessa motivazione sulle esigenze cautelari e il procedimento è rinviato al Tribunale di Catanzaro per nuovo esame su tale punto; il resto del ricorso è respinto.
Norme richiamate
art. 324 cod. proc. pen.
Norma richiamata in principio per la cassazione; il ricorso è stato esaminato nei limiti delle violazioni di legge ammissibili in Cassazione
art. 322-bis cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'appello in materia di sequestro preventivo; il Tribunale di Catanzaro era adito in base a questa disposizione
art. 416-bis cod. pen. (sesto e settimo comma)
Il settimo comma consente la confisca di beni nella sfera amministrativa di persone legate all'associazione mafiosa anche se formalmente intestati ad altri; la Corte ha ritenuto possibile la confisca ex comma settimo nonostante l'assoluzione della ricorrente per intestazione fittizia
art. 512-bis cod. pen.
Delitto di intestazione fittizia di beni; l'assoluzione per tale fattispecie in capo alla ricorrente è un elemento rilevante ma non necessariamente decisivo per l'eventuale mantenimento del sequestro se la legge permette la confisca nell'interesse dell'associazione
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Dispone il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; secondo la giurisprudenza (Sez. Unite) il provvedimento deve motivare anche il "periculum in mora" quando si tratta di beni non intrinsecamente illeciti
art. 240 cod. pen.
Riguarda la confisca diretta e la confisca per equivalente; il sequestro preventivo per la futura confisca deve essere adeguatamente motivato rispetto al rischio di dispersione o alterazione del bene
art. 292, comma 2, lett. c e art. 321 cod. proc. pen.
Richiamate dalla ricorrente come norme processuali e di nullità; la Corte ha ritenuto che mancasse la necessaria motivazione sulle esigenze conservative, ossia in tema di rispetto degli oneri di motivazione previsti a pena di nullità
Cass. SS.UU., sent. n. 36959/2021
Giurisprudenza di legittimità che chiarisce l'onere motivazionale del provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca: è necessario esplicitare il "periculum in mora" quando il bene non è di per sé tipicamente illecito, indicando perché potrebbe essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato
Cass. Sez. 2, n. 24344/2022 e Cass. Sez. 6, n. 20649/2023
Successive pronunce che hanno confermato/precisato l'onere argomentativo sul periculum in mora, ribadendo quando l'argomentazione possa considerarsi sufficiente (es. indicazione del rischio di modificazione, dispersione o alienazione del bene)
Massime di principio
- La Cassazione può sindacare i provvedimenti di sequestro preventivo soltanto per violazioni di legge o vizi motivazionali radicali; non è il canale per una rivalutazione probatoria ordinaria.
- L'assoluzione dell'intestatario formale (es. per intestazione fittizia) non elimina automaticamente la possibilità di mantenere il sequestro o la confisca se esistono presupposti di legge che collegano il bene all'attività illecita di terzi (es. art. 416-bis, comma 7).
- Quando il bene sequestrato non è intrinsecamente illecito, il giudice che dispone o conferma il sequestro finalizzato alla confisca deve sempre motivare anche il "periculum in mora": ossia perché il bene rischi di essere disperso, deteriorato, modificato o altrimenti sottratto alla disponibilità futura della confisca.
- Il mancato esame o la carenza di motivazione in ordine alle esigenze conservative determina l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo esame.
- Per contestare in Cassazione la coerenza logico-giuridica della motivazione che ha portato alla confisca di beni ascritti alla sfera di altri (es. coniuge condannato) è più efficace agire nel grado di merito che ha pronunciato la confisca nei confronti del soggetto condannato.
- Nella valutazione della sussistenza del fumus commissi delicti ai fini della cautela reale il giudice può tenere conto della prova complessiva sul controllo di fatto dell'azienda, ma ogni deduzione deve essere adeguatamente motivata per resistere al controllo di legittimità.
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