Sentenza del 26/06/2018 n. 855 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
Classamento A/1 - Elementi intrinsechi ed estrinsechi.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
I contribuenti avevano presentato una procedura DOCFA per diversa distribuzione degli spazi interni, proponendo il classamento in categoria A/2, classe 70, consistenza 9 vani. L'Ufficio aveva invece confermato la categoria A/1, classe 4, ritenendo determinanti la superficie, il doppio ingresso, il numero dei servizi igienici, l'ubicazione in una zona signorile e la presenza nel fabbricato di altre unità classate A/1. I contribuenti hanno contestato la motivazione dell'avviso, l'assenza di sopralluogo, il superamento del termine annuale per la rettifica e, soprattutto, l'incompatibilità della categoria A/1 con le effettive caratteristiche intrinseche ed estrinseche degli immobili.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dei contribuenti e ha ritenuto non corretto il classamento A/1. Le doglianze formali sono state respinte: l'avviso era sufficientemente motivato, il sopralluogo non era necessario e il termine di dodici mesi previsto dalla procedura DOCFA aveva natura ordinatoria, non decadenziale. Nel merito, tuttavia, il Collegio ha rilevato che le finiture interne, gli infissi, i servizi, le porte e le caratteristiche dell'edificio non denotavano una particolare signorilità, ma erano riconducibili a un'abitazione residenziale di categoria A/2. Le caratteristiche estrinseche, quali la zona, il verde, i servizi e l'inserimento in area privata, potevano giustificare una classe elevata, ma non da sole la categoria A/1. L'avviso di accertamento è stato quindi annullato nella parte relativa al classamento A/1, con spese integralmente compensate.
Norme richiamate
Art. 2 del D.L. n. 16 del 1993, convertito nella Legge n. 75 del 1993
Disciplina, insieme al D.M. n. 701 del 1994, la procedura DOCFA e i criteri per la determinazione della rendita catastale proposta e definitiva.
D.M. 19 aprile 1994, n. 701
Il termine di dodici mesi per la determinazione della rendita catastale definitiva ha natura meramente ordinatoria.
Il decorso del termine annuale non comporta la decadenza dell'Ufficio dal potere di rettificare il classamento o aggiornare la rendita catastale.
Art. 1, comma 3, D.M. n. 701 del 1994
Il termine annuale previsto per l'intervento dell'Ufficio non è perentorio e non limita il potere successivo di rettifica.
Art. 74 della Legge n. 342 del 2000
È stato invocato dai contribuenti in relazione ai termini di notifica, ma il Collegio ha ritenuto non fondata la relativa censura.
D.L. n. 70 del 1988, art. 11, comma 1, convertito nella Legge n. 154 del 1988
La disciplina non impone necessariamente un sopralluogo preventivo dell'Ufficio per la rettifica conseguente a una denuncia di variazione catastale.
D.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142, art. 56
Le dichiarazioni catastali presentate dal titolare dei diritti reali assumono funzione di rendita proposta fino alla determinazione definitiva dell'Ufficio.
Cassazione, sentenza n. 977 del 2018
L'obbligo di motivazione è soddisfatto con l'indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita quando l'Ufficio non disattenda gli elementi di fatto indicati dal contribuente.
Se la divergenza dipende solo da una diversa valutazione tecnica degli stessi elementi di fatto dichiarati dal contribuente, la motivazione dell'avviso può essere sintetica. Se invece l'Ufficio contesta o modifica i dati fattuali, deve spiegare specificamente le differenze.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 24823 del 2015
È richiamata in tema di contraddittorio endoprocedimentale, senza riconoscere in questo caso un obbligo generalizzato di sopralluogo o contraddittorio preventivo.
Massime di principio
- Per distinguere la categoria A/1 dalla A/2 occorre valutare complessivamente le caratteristiche intrinseche dell'unità immobiliare, come finiture, materiali, impianti, distribuzione, qualità degli infissi e livello effettivo di lusso, non soltanto superficie e numero di servizi.
- Le caratteristiche estrinseche, quali la posizione, la vista, il verde, la vicinanza ai servizi e il prestigio della zona, possono incidere sulla classe catastale, ma non sono normalmente sufficienti da sole a giustificare la categoria A/1.
- La presenza nello stesso edificio o nella stessa zona di altri immobili classificati A/1 costituisce un elemento comparativo, ma non prova automaticamente che ogni unità debba avere la medesima categoria: devono essere considerate le differenze concrete tra gli immobili.
- In una procedura DOCFA, l'Ufficio può rettificare il classamento anche oltre il termine di dodici mesi, poiché tale termine è ordinatorio e non determina la decadenza dal potere di rettifica.
- Quando l'Ufficio si limita a rivalutare gli stessi dati oggettivi indicati dal contribuente, l'avviso può essere motivato con l'indicazione dei dati catastali e della categoria attribuita; se invece contesta i fatti dichiarati, deve indicare puntualmente le difformità.
- Il sopralluogo preventivo non è sempre necessario, soprattutto quando non vi siano modifiche edilizie sostanziali e la variazione riguardi soltanto la distribuzione interna degli spazi.
- Per contestare efficacemente un classamento A/1 è utile documentare con fotografie, planimetrie, dati catastali e comparazioni mirate l'assenza di finiture o dotazioni realmente signorili, distinguendo sempre tra elementi intrinseci ed estrinseci.
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