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Sentenza

Sentenza n. 9988/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento del bando del concorso straordinario “bis” di cui al D.D. n. 1081/2022, degli atti presupposti, connessi e conseguenti, nonché delle graduatorie di merito relative alle diverse classi di concorso e regioni di interesse dei ricorrenti (e relative rettifiche e avvisi), nella parte in cui limitano il numero dei vincitori e non prevedono la formazione e lo scorrimento delle graduatorie oltre tale limite.

Giustizia amministrativa202303824

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Bando del concorso straordinario bis D.D. n. 1081/2022, atti connessi e graduatorie di merito, nella parte in cui limitavano il numero dei vincitori e non prevedevano la formazione e lo scorrimento delle graduatorie oltre tale limite

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti avevano chiesto l'annullamento del bando del concorso straordinario bis, degli atti presupposti e conseguenti e delle graduatorie di merito relative alle classi di concorso e alle regioni interessate, contestando la limitazione del numero dei vincitori e l'assenza di previsione della formazione e dello scorrimento delle graduatorie oltre il contingente stabilito. Con memoria del 21 maggio 2026 hanno dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il giudice ha richiamato il principio secondo cui il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino alla fase in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia. In tale ipotesi il giudice deve dichiarare l'improcedibilità, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell'esito in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione.

    La dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse comporta l'improcedibilità del ricorso, poiché il giudice non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione relativa alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; non costituisce la ragione decisoria dell'improcedibilità.

Massime di principio

  • Il ricorrente conserva la piena disponibilità dell'azione sino a quando la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse formulata dal ricorrente determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
  • In presenza della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non può procedere d'ufficio alla decisione di merito né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
SottomaterieGraduatorie e scorrimento
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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