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Ordinanza

Ordinanza n. 1864/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’ordinanza di demolizione n. 68 del 2026 del Comune di Bacoli, notificata in data 30.04.2026.

Giustizia amministrativa202603728

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione di opere abusive realizzate su area demaniale sottoposta a tutela paesaggistica e ambientale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione n. 68 del 2026, notificata il 30 aprile 2026, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che le opere sanzionate sono state realizzate su area demaniale sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale, in assenza dei necessari titoli edilizi e paesaggistici. La ricorrente non ha comprovato che le opere fossero anteriori all'apposizione del vincolo. Ha inoltre invocato l'autorizzazione comunale allo svolgimento dell'attività di parcheggio, la notevole distanza temporale tra realizzazione delle opere e sanzione, la tolleranza protratta dell'amministrazione, l'esistenza di un sequestro penale e la propria estraneità alla realizzazione materiale delle opere, con riferimento alla nozione di responsabile dell'abuso prevista per gli interventi su suoli demaniali.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare per difetto del fumus boni iuris. Ha ritenuto che l'assenza dei titoli edilizi e paesaggistici, la collocazione delle opere su area demaniale vincolata e la mancata prova della loro anteriorità al vincolo rendessero non favorevole la prognosi cautelare. L'autorizzazione comunale all'attività di parcheggio non è stata ritenuta idonea a sostituire i titoli edilizi e paesaggistici. Il lungo intervallo temporale e la tolleranza dell'abuso non sono stati considerati rilevanti; non è stato riconosciuto un legittimo affidamento meritevole di tutela in relazione al mantenimento di una situazione abusiva su bene demaniale. Il sequestro penale non è stato ritenuto causa di nullità o illegittimità dell'ordine di demolizione, potendo l'interessato attivarsi per ottenere il dissequestro finalizzato alla demolizione. Quanto alla legittimazione passiva sostanziale, il Collegio ha richiamato l'orientamento secondo cui il responsabile dell'abuso su suolo demaniale comprende anche chi, non rimuovendo l'opera, contribuisce a mantenerla sul suolo pubblico. Il periculum in mora non è stato specificamente esaminato, essendo sufficiente il difetto di fumus. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; l'istanza è stata respinta per mancanza del necessario fumus boni iuris.

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    nella parte in cui prevede che l'ordine di demolizione, nel caso di interventi abusivi eseguiti su suoli del demanio o del patrimonio dello stato, debba essere rivolto al "responsabile" dell'abuso

    La nozione di responsabile dell'abuso è stata interpretata estensivamente, includendo non solo chi ha realizzato l'opera sine titulo, ma anche chi, omettendone la rimozione, contribuisce alla sua permanenza sul suolo pubblico.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • L'autorizzazione amministrativa allo svolgimento di un'attività su un'area non sostituisce i titoli edilizi e paesaggistici necessari per la realizzazione o il mantenimento delle opere funzionali a tale attività.
  • La protratta inerzia o tolleranza dell'amministrazione e il decorso di un lungo periodo dalla realizzazione dell'abuso non fanno sorgere un legittimo affidamento tutelabile alla conservazione di opere abusive realizzate su suolo demaniale.
  • Il sequestro penale delle opere non determina, di per sé, la nullità o l'illegittimità dell'ordine amministrativo di demolizione, poiché l'interessato può chiedere il dissequestro allo scopo di procedere alla demolizione.
  • Ai fini dell'ordine di demolizione di opere abusive eseguite su suolo demaniale, la nozione di responsabile dell'abuso può comprendere anche chi, omettendo di rimuovere l'opera, ne determina di fatto la permanenza sul suolo pubblico.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutorizzazione paesaggisticaConcessioni demaniali marittime
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioDemanio e patrimonio pubblico
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoEfficacia ed esecutorietàTutela cautelare

Testo integrale

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