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Ordinanza

Ordinanza n. 454/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Seconda) n. -OMISSIS-, resa tra le parti, reiettiva del ricorso di prime cure proposto per l’annullamento del provvedimento n. -OMISSIS- del 3 dicembre 2013, notificato il 12 febbraio 2014, con il quale il dirigente del Dipartimento Attività edilizie del Comune di Messina ha annullato in autotutela la concessione edilizia formatasi tacitamente a seguito di comunicazione inizio lavori e perizia giurata di asseveramento del 14.5.2008 (prot. n. -OMISSIS-) nonché di ogni altro atto presupposto o comunque connesso.

Giustizia amministrativa202301010

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia, sezione staccata di Catania, che aveva respinto il ricorso contro l’annullamento in autotutela di una concessione edilizia formatasi tacitamente

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il giudizio d’appello riguarda l’annullamento in autotutela, disposto dal dirigente del Dipartimento Attività edilizie del Comune di Messina, della concessione edilizia formatasi tacitamente a seguito della comunicazione di inizio lavori e della perizia giurata di asseveramento del 14 maggio 2008. Il CGARS aveva già disposto una verificazione tecnica. Il verificatore ha segnalato che la precedente ordinanza istruttoria conteneva, per errore materiale, riferimenti catastali, descrittivi e tecnici relativi a un’altra controversia, connessa alla medesima vicenda urbanistico-edilizia ma riferita a diversi lotti, proprietari e difformità. Ha inoltre rappresentato la necessità di acquisire o verificare l’irreperibilità degli elaborati grafici relativi a una variante in corso d’opera del 10 marzo 2010, potenzialmente rilevante per la ricostruzione della volumetria residenziale, agricola o di servizio, degli indici di densità fondiaria e della conformità urbanistico-edilizia dell’intervento.

La decisione

Il CGARS non ha definito il merito dell’appello. Ha chiarito e parzialmente rettificato la precedente ordinanza istruttoria, precisando che la verificazione deve riguardare esclusivamente l’immobile e il procedimento edilizio dell’appellante nel giudizio R.G. 1010/2023. Il più ampio contesto del fondo può essere considerato soltanto nei limiti della verifica della densità fondiaria complessiva, della volumetria assentibile e della contestata operazione lottizzatoria. Ha ordinato al Comune di Messina, ove non vi abbia già provveduto, di depositare entro trenta giorni la documentazione relativa alla variante, inclusi gli elaborati grafici eventualmente rinvenuti, oppure un’attestazione formale di irreperibilità, smarrimento o inesistenza. Ha concesso al verificatore una proroga di novanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, disponendo che, in caso di mancata produzione, proceda sulla base degli atti disponibili e dia conto delle conseguenze tecniche dell’omissione. La relazione finale dovrà identificare il lotto, descrivere lo stato dei luoghi, accertare la volumetria realizzata e la densità fondiaria, nonché verificare l’incidenza delle difformità contestate — altezza, logge, scala esterna, sistemazione esterna, rampa, sottotetto e modifiche della superficie — sulla volumetria assentibile e sugli indici urbanistici. Ogni ulteriore questione, comprese le spese, è stata riservata alla decisione definitiva e la causa è stata rinviata all’esito dell’istruttoria.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l’oscuramento dei dati identificativi del minore e degli esercenti la responsabilità genitoriale o la tutela.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento dei dati identificativi degli interessati.

Massime di principio

  • Quando una verificazione tecnica contiene riferimenti erroneamente riferiti a un diverso giudizio, il giudice può chiarire e rettificare l’incarico, delimitandolo espressamente all’immobile, al procedimento e alle difformità oggetto della controversia, senza travolgere gli ulteriori adempimenti istruttori compatibili.
  • La connessione oggettiva tra controversie urbanistico-edilizie relative al medesimo compendio non consente di sovrapporre i dati identificativi dei lotti, dei proprietari, dei titoli edilizi e delle difformità contestate; la verificazione deve quindi mantenere distinta la posizione concreta dedotta in ciascun giudizio.
  • Quando un documento tecnico potenzialmente rilevante per la decisione risulta prodotto solo in copia o la sua effettiva esistenza e contenuto devono essere verificati presso l’amministrazione, il giudice può ordinare all’amministrazione di depositarlo oppure di attestare formalmente la sua irreperibilità, smarrimento o inesistenza.
  • La mancata produzione della documentazione richiesta all’amministrazione non impedisce necessariamente lo svolgimento della verificazione: il verificatore deve procedere sulla base degli atti disponibili, indicare l’omessa produzione e illustrarne le conseguenze tecniche.
  • La relazione di verificazione deve assicurare il contraddittorio tecnico, esaminando le osservazioni delle parti e motivando puntualmente il loro accoglimento o mancato accoglimento.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniPiani attuativi e lottizzazioniIstruttoria processuale
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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