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Sentenza

Sentenza n. 4469/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202509616

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Delibera del Consiglio Superiore della Magistratura di conferimento dell'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, seguita dal decreto presidenziale di nomina

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (magistrato candidato)

La controversia

La controversia riguardava il giudizio comparativo tra due magistrati per il conferimento dell'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone. Il candidato appellante, magistrato di maggiore anzianità e VI valutazione di professionalità, contestava la prevalenza attribuita al controinteressato, magistrato di III valutazione, fondata soprattutto sull'esperienza maturata per oltre nove anni presso la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Con il primo motivo d'appello sono state dedotte carenza e disparità di motivazione, illogicità e contraddittorietà della delibera, per avere valorizzato a favore del controinteressato attività ordinarie proprie della funzione di sostituto procuratore presso la DDA e, al contempo, omesso o sottovalutato le plurime esperienze dell'appellante in diversi settori e materie, comprese l'esecuzione penale, gli affari civili, le misure di prevenzione, la sorveglianza, le applicazioni in appello, i protocolli d'intesa e la gestione del processo telematico. Con il secondo motivo è stata censurata la duplice valorizzazione della medesima esperienza presso la DDA: dapprima come elemento decisivo nell'indicatore attitudinale relativo alle esperienze maturate nel lavoro giudiziario, ai sensi dell'art. 17, lett. a), del testo unico sulla dirigenza giudiziaria, e poi come elemento determinante per attribuire prevalenza al controinteressato ai sensi dell'art. 32, lett. a), relativo agli incarichi direttivi in uffici situati in zone caratterizzate da rilevante presenza di criminalità organizzata mafiosa. L'appellante sosteneva che l'art. 32 attribuisse alla pregressa esperienza nella lotta alla criminalità organizzata una mera rilevanza, non uno specifico indicatore attitudinale, e che la comparazione avrebbe dovuto considerare la pluralità delle esperienze e delle materie trattate. Sono state inoltre contestate la valutazione di equivalenza degli indicatori generali e la svalutazione delle pregresse esperienze direttive, semidirettive e di collaborazione nella gestione degli uffici, riconducibili all'art. 17, lett. b), del testo unico.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello, riformato la sentenza del TAR Lazio e accolto il ricorso di primo grado, annullando la delibera consiliare e gli atti impugnati. Il giudice ha ritenuto illegittima la sopravvalutazione dell'esperienza del controinteressato presso la DDA. L'art. 17, lett. a), del testo unico richiede infatti una valutazione delle esperienze maturate nel lavoro giudiziario tenendo conto della pluralità dei settori e delle materie trattate, nonché dei risultati qualitativi e quantitativi conseguiti. La delibera, invece, ha attribuito rilievo dirimente a un percorso concentrato prevalentemente nella funzione di sostituto procuratore presso la DDA, richiamando attività ordinarie e connaturate a tale funzione, prive di autonoma valenza selettiva, e senza porre adeguatamente a confronto le variegate esperienze dell'altro candidato. Il giudice ha inoltre rilevato la violazione dell'art. 32, lett. a), poiché tale disposizione attribuisce rilievo all'esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata per il conferimento di incarichi direttivi in uffici situati in contesti territoriali caratterizzati da forte presenza mafiosa, ma non trasforma tale esperienza in un autonomo indicatore attitudinale specifico, dotato di speciale rilievo ai sensi dell'art. 26, comma 3, né consente di duplicarne il peso nella comparazione. La medesima esperienza non poteva quindi essere utilizzata una prima volta per determinare la prevalenza nell'indicatore sulle esperienze di lavoro giudiziario e una seconda volta per risolvere la comparazione complessiva, a fronte della prevalenza dell'appellante nell'indicatore relativo alle pregresse esperienze direttive e di collaborazione nella gestione degli uffici. Il giudizio comparativo deve essere complessivo e unitario, risultare dalla valutazione integrata e non meramente cumulativa degli indicatori e spiegare le ragioni concrete della prevalenza di un candidato sull'altro, in rapporto alla funzione da conferire. Gli accertamenti sono stati ritenuti assorbenti; il CSM dovrà procedere a un nuovo giudizio comparativo dei due magistrati, nel rispetto dei profili indicati. Le spese del doppio grado sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 3 l. 241/1990

    Il giudizio comparativo dell'amministrazione deve essere adeguatamente motivato, esplicitando le ragioni concrete della prevalenza di un candidato sull'altro.

  • art. 17, lett. a), testo unico della dirigenza giudiziaria, circolare CSM n. P 14858 del 28 luglio 2015

    esperienze maturate nel lavoro giudiziario, tenuto conto della pluralità dei settori e delle materie trattate nella giurisdizione

    La valutazione delle esperienze giudiziarie deve considerare la pluralità dei settori e delle materie trattate e i risultati qualitativi e quantitativi, senza attribuire rilievo dirimente a una sola esperienza concentrata in una specifica funzione.

  • art. 17, lett. b), testo unico della dirigenza giudiziaria, circolare CSM n. P 14858 del 28 luglio 2015

    pregresse esperienze direttive e semidirettive in uffici omologhi per funzioni (...) nonché le esperienze di collaborazione nella gestione degli uffici

    Le esperienze direttive, semidirettive e di collaborazione nella gestione degli uffici costituiscono uno specifico elemento della comparazione e devono essere effettivamente ponderate nel giudizio complessivo.

  • art. 26, comma 2, testo unico della dirigenza giudiziaria, circolare CSM n. P 14858 del 28 luglio 2015

    in maniera complessiva e unitaria, frutto della valutazione integrata e non meramente cumulativa degli indicatori

    Il giudizio comparativo deve essere complessivo e unitario, risultando dalla valutazione integrata degli indicatori e non dalla sommatoria o dalla reiterata valorizzazione del medesimo elemento.

  • art. 26, comma 3, testo unico della dirigenza giudiziaria, circolare CSM n. P 14858 del 28 luglio 2015

    Gli indicatori attitudinali specifici hanno speciale rilievo nella comparazione, mentre gli elementi cui la disciplina attribuisce una mera rilevanza non possono essere automaticamente elevati a indicatori attitudinali specifici.

  • art. 28, comma 2, testo unico della dirigenza giudiziaria, circolare CSM n. P 14858 del 28 luglio 2015

    esperienza maturata nel contrasto dei fenomeni criminali più diffusi sul territorio in cui si colloca l'ufficio da conferire

    Per il conferimento di uffici direttivi in territori caratterizzati da determinati fenomeni criminali, l'esperienza nel loro contrasto costituisce un elemento da considerare nella comparazione, ma non può essere duplicata o utilizzata in sostituzione della valutazione degli specifici indicatori attitudinali.

  • art. 32, lett. a), testo unico della dirigenza giudiziaria, circolare CSM n. P 14858 del 28 luglio 2015

    esperienza specifica acquisita presso una procura, una procura generale della Repubblica o presso la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo per un periodo non inferiore a quattro anni negli ultimi quindici

    Per uffici direttivi situati in zone caratterizzate da rilevante presenza di criminalità organizzata mafiosa, l'esperienza presso gli uffici indicati assume rilievo nella comparazione, ma non costituisce autonomo indicatore attitudinale specifico né può essere valorizzata due volte in modo determinante.

  • art. 51, comma 3-bis, c.p.p.

    La competenza nella trattazione dei reati di criminalità organizzata è accentrata a livello distrettuale presso le DDA; tale assetto giustifica la mera rilevanza dell'esperienza DDA nella comparazione per la direzione di un ufficio ordinario non distrettuale.

Massime di principio

  • Nel conferimento di incarichi direttivi della magistratura, il giudizio comparativo deve essere complessivo e unitario, fondato sulla valutazione integrata e non meramente cumulativa degli indicatori, e deve esplicitare le ragioni concrete per cui il profilo di un candidato prevale su quello dell'altro in rapporto alla funzione da conferire.
  • La valutazione delle esperienze maturate nel lavoro giudiziario deve considerare la pluralità dei settori e delle materie trattate, nonché i risultati qualitativi e quantitativi conseguiti; non è legittimo attribuire rilievo dirimente a un unico percorso professionale concentrato in una specifica funzione, omettendo una comparazione effettiva delle esperienze diversificate dell'altro candidato.
  • Le attività ordinarie e connaturate allo svolgimento di una determinata funzione non possono essere utilizzate, mediante mere descrizioni o aggettivazioni, come elementi autonomamente selettivi se prive di concreta valenza discretiva rispetto alle esperienze degli altri candidati.
  • Quando la disciplina consiliare attribuisce mera rilevanza all'esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata per il conferimento di un ufficio direttivo situato in un territorio caratterizzato da forte presenza mafiosa, tale esperienza costituisce un elemento della comparazione, ma non un autonomo indicatore attitudinale specifico dotato di speciale rilievo.
  • La medesima esperienza professionale non può essere valorizzata due volte in modo determinante: prima all'interno di uno specifico indicatore attitudinale e poi nuovamente per risolvere la comparazione complessiva, soprattutto quando ciò comporti la neutralizzazione della prevalenza riconosciuta al candidato in relazione ad altro indicatore.
  • L'annullamento del giudizio comparativo illegittimo comporta la riedizione della valutazione da parte dell'organo competente, che deve procedere a un nuovo confronto tra i candidati nel rispetto dei criteri normativi e dei limiti conformativi stabiliti dalla decisione.

Come è indicizzato

MaterieRapporto di impiego non privatizzatoAppello
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneEccesso di potereDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEffetto conformativo e riedizione del potere

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