Sentenza del 25/01/2023 n. 58 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria
IRES - agevolazione "Tremonti bis" - detassazione reddito d'impresa reinvestito - proroga della misura - applicazione - evento calamitoso - impresa - diretta incidenza - necessità - esclusione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Disputa sulla legittimità della revoca dell'agevolazione prevista dall'art. 4 della legge "Tremonti bis" (detassazione del reddito d'impresa reinvestito) prorogata dall'art. 5-sexies del D.L. 282/2002 per le imprese con sedi operative nei comuni colpiti dagli eventi calamitosi del 2002. L'Amministrazione aveva contestato il diritto all'agevolazione per l'anno 2004 sostenendo la mancanza dei requisiti (e l'omesso adempimento degli obblighi previsti dall'art. 24, commi 2 e 3, L. 29/2006), ritenendo applicabile l'incentivo solo alle aziende che avessero subito un danno diretto dall'evento calamitoso.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso della T S.r.l., riformando la sentenza di primo grado e annullando l'avviso di accertamento n. R4P03010081. Ha seguito l'orientamento della Corte di Cassazione (sent. n. 6811/19) secondo cui l'art. 5-sexies D.L. 282/2002 non richiede una verifica della diretta incidenza del calamità su ciascuna unità produttiva: la proroga delle agevolazioni opera per le imprese con sedi operative nei comuni elencati dai decreti del Presidente del Consiglio, indipendentemente dall'effettivo danno subito dal singolo stabilimento. Le spese di giudizio sono compensate.
Norme richiamate
art. 5-sexies, D.L. 282/2002
La proroga dell'agevolazione opera per le imprese con sede operativa nei comuni indicati dai decreti governativi; non richiede prova che il singolo insediamento produttivo abbia subito un danno diretto dall'evento calamitoso. L'ambito è territoriale/comunale.
art. 4, L. 383/2001 ("Tremonti bis")
Prevede la detassazione parziale degli utili reinvestiti nell'attività d'impresa per favorire investimenti in beni strumentali; l'agevolazione è collegata agli investimenti effettuati e non alla sussistenza di danni diretti dall'evento calamitoso.
art. 24, commi 2 e 3, L. 29/2006
Richiamato dall'Amministrazione come obbligo formale; tuttavia, la Corte non ha ritenuto decisiva l'asserita omissione rispetto al diritto sostanziale all'agevolazione ai sensi dell'art. 5-sexies.
Massime di principio
- Quando una norma estende un beneficio alle imprese con sedi operative in comuni elencati da specifici decreti, l'idoneità si valuta in base alla collocazione territoriale della sede operativa, senza necessità di provare un danno materiale subito dal singolo stabilimento.
- La proroga prevista per eventi calamitosi va interpretata territorialmente: limitazioni alla circolazione o altre misure riferite al territorio comunale possono giustificare la presunzione che le sedi operative risentano degli effetti senza ulteriori verifiche individuali.
- L'agevolazione collegata agli investimenti (detassazione degli utili reinvestiti) è distinta da misure risarcitorie per danni: il diritto al beneficio si fonda sugli investimenti e sulla collocazione della sede, non sull'entità del danno subito.
- Le amministrazioni non possono restringere l'applicazione dell'incentivo imponendo la prova di un danno diretto al singolo insediamento se la norma parla genericamente di imprese con sede nei comuni colpiti.
- In contenziosi simili è importante documentare la sede operativa nel comune indicato e la natura degli investimenti oggetto dell'agevolazione; eventuali adempimenti formali vanno comunque dimostrati ma non dovrebbero prevaricare la valutazione della sussistenza dei requisiti di merito.
- Richiami a decisioni comunitarie o ad altre fonti vanno valutati nella loro pertinenza: se il beneficio è collegato agli investimenti e alla proroga, non sempre le decisioni sul risarcimento o sul danno sono applicabili.
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