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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28552/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava in Cassazione la sentenza della Corte di Appello di Roma che lo aveva dichiarato responsabile del reato di appropriazione indebita per euro 154.000. I motivi principali erano: (1) mancanza di specificità dell'appello proposto dal Pubblico Ministero, con conseguente inammissibilità; (2) vizio di motivazione della Corte d'appello per mancanza della c.d. motivazione rafforzata, travisamento della prova e omissione di valutazione di elementi decisivi, in particolare riguardo all'effettiva consegna della somma a Santo Fabrizio e alla attendibilità delle dichiarazioni processuali e stragiudiziali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha accolto le argomentazioni della Corte territoriale secondo cui l'appello del Pubblico Ministero era sufficientemente specifico e la Corte d'appello aveva correttamente svolto la 'motivazione rafforzata' nel ribaltamento dell'assoluzione. La Cassazione ha confermato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, alla somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile per euro 2.741,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. c) e lett. e)

    Le censure di violazione di norme processuali e di vizi di motivazione erano fondate sui rimedi del ricorso per cassazione; la Corte ha valutato tali censure e le ha ritenute infondate nel loro complesso.

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Richiesta la specificità dell'atto di appello: la Corte ha ritenuto che il gravame del Pubblico Ministero indicasse in modo sufficientemente specifico i punti della decisione di primo grado che si intendevano confutare.

  • art. 603 cod. proc. pen., comma 3-bis

    Norma sulla facoltà di esame degli imputati in sede d'appello; nel processo il ricorrente si è avvalso in parte della facoltà di non rispondere e ha reso dichiarazioni spontanee, valutate dalla Corte territoriale.

  • art. 165-bis disp. att. cod. proc. pen., comma 2

    Riferimento alla possibilità di trasmissione di atti stenotipici alla Cassazione; il ricorrente aveva chiesto la trasmissione di verbali, ma ciò non ha mutato l'esito del ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze per il ricorso dichiarato inammissibile: condanna alle spese processuali e possibilità di sanzione alla Cassa delle ammende; applicata dalla Corte nella misura indicata.

  • art. 1180 cod. civ.

    Richiamato in relazione alla scrittura privata di transazione che delegava il pagamento a un terzo; la Corte ha valutato il significato negoziale del documento nella ricostruzione dei rapporti tra le parti.

  • Sez. U., sentenza n. 14426/2019 (Pavan) e pronunce rilevanti sulle Sezioni Unite (es. 33748/2005 Mannino, 8825/2016 Galtelli)

    Giurisprudenza di legittimità sul principio della motivazione rafforzata: in caso di riforma di un'assoluzione la Corte d'appello deve articolare un ragionamento probatorio che confuti specificamente i più rilevanti argomenti della prima sentenza. La Corte di appello è stata ritenuta aver adempiuto a tale obbligo.

Massime di principio

  • Specificità dell'appello: l'appello (anche del Pubblico Ministero) deve indicare con chiarezza i punti della decisione impugnata e le ragioni di fatto e di diritto; la mera formulazione sintetica non è automaticamente inammissibile se il contenuto consente di comprendere le doglianze.
  • Motivazione rafforzata in appello: quando la Corte d'appello ribalta un'assoluzione deve fornire un percorso argomentativo dettagliato che affronti e confuti i principali argomenti della prima sentenza; l'assenza di tale percorso può rendere illegittima la riforma, mentre un'argomentazione compiuta e coerente è sufficiente anche se alternativa.
  • Valutazione della prova documentale e delle dichiarazioni stragiudiziali: documenti che contengono ammissioni o versioni contrastanti (es. querela/denuncia spontanea) possono costituire elemento dirimente sulla attendibilità della difesa; l'assenza di tracce documentali di presunti pagamenti in contanti indebolisce la versione difensiva.
  • Onere di prova sulla destinazione dei fondi: la prova di trasferimenti a terzi e l'assenza di elementi che dimostrino la successiva restituzione costituiscono indizi rilevanti per l'accertamento di appropriazione indebita, specie se la versione alternativa non è supportata da riscontri documentali o risulta implausibile.
  • Conseguenze processuali per ricorsi infondati: la declaratoria di inammissibilità può comportare condanna alle spese, pagamento di somme alla Cassa delle ammende e rifusione delle spese della parte civile.

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