Cassazione Penale, Sentenza n. 39193/2024 del 25/10/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che aveva assolto l'imputato per particolare tenuità del fatto (originaria condanna per appropriazione indebita aggravata). Il ricorrente deduceva: 1) carenza di motivazione della Corte d'Appello rispetto alle doglianze di merito sollevate in appello (natura del carburante rinvenuto, mancato accertamento sulla provenienza e attendibilità del documento dei chilometri, mancata esecuzione dell'esperimento richiesto), poiché la Corte si era limitata a richiamare la ricostruzione del primo grado senza confrontarsi analiticamente con le censure; 2) violazione di legge per la liquidazione in favore della parte civile delle spese d'appello nonostante il relativo difensore non fosse comparso in udienza e non avesse prodotto conclusioni scritte né nota spese.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondate entrambe le censure: 1) la sentenza di appello è viziata per mancata e insufficiente motivazione rispetto alle censure appellate, essendo inammissibile il mero rinvio alla motivazione di primo grado senza un esame puntuale; 2) è illegittima la liquidazione d'ufficio delle spese processuali a favore della parte civile non comparsa in udienza e priva di conclusioni scritte e nota spese. Per tali ragioni la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Napoli, demandando a quella sede anche la regolamentazione delle spese.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen.
Norma che disciplina la non punibilità per particolare tenuità del fatto; la sentenza resa ai sensi di questa disposizione è stata richiamata come tipo di decisione impugnata (rilevanza della qualificazione della sentenza come assorbente rispetto alla responsabilità penale).
art. 651-bis cod. proc. pen.
Stabilisce che la decisione irrevocabile di proscioglimento per particolare tenuità del fatto ha efficacia di giudicato in ordine all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e dell'affermazione che l'imputato lo ha commesso nei giudizi civili o amministrativi per restituzioni o risarcimento; da ciò deriva l'interesse dell'imputato a proporre ricorso in Cassazione.
art. 153 disp. att. cod. proc. pen.
Rilevanza della nota spese e delle conclusioni scritte per la liquidazione delle spese processuali in favore della parte civile: il giudice d'appello non può liquidare d'ufficio spese a favore di una parte civile che non sia comparsa in udienza e non abbia presentato le necessarie domande e documentazione.
Massime di principio
- La Corte d'appello deve motivare analiticamente e punto per punto le questioni devolute in appello; non è sufficiente il mero rinvio alla motivazione di primo grado quando l'appello contiene censure specifiche.
- La motivazione 'per relationem' è ammissibile solo se il complessivo quadro argomentativo fornisce una giustificazione propria e affronta in modo puntuale le deduzioni difensive con il necessario grado di specificità.
- La qualificazione della sentenza come proscioglimento per particolare tenuità non esclude l'interesse dell'imputato a proporre ricorso, atteso l'effetto preclusivo che tale decisione può avere in sede civile secondo l'art. 651-bis c.p.p.
- Il giudice d'appello non può liquidare d'ufficio le spese processuali a favore della parte civile assente in udienza e priva di conclusioni scritte e nota spese: serve una specifica domanda e la documentazione richiesta.
- Se la Corte di Cassazione riscontra vizi di motivazione o procedurali relativi alla decisione d'appello, la via corretta è l'annullamento e il rinvio per un nuovo giudizio ad altra sezione del giudice di merito.
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