Sentenza n. 434/2026 - Salerno, Sezione 3
per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia 1) dell’Ordinanza dirigenziale del Comune di Vietri sul Mare (SA) n. 73/2025, con allegato il verbale dei Carabinieri di Vietri sul Mare del 16.07.2025 n. prot. 0016477/2025, notificati in data 19.07.2025, con cui si ordina l’immediato divieto di prosecuzione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande; 2) dell’Ordinanza dirigenziale n. 75/2025, emessa dallo stesso ufficio, notificata in data 22.07.2025, con cui si ordina la cessazione della suindicata attività commerciale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanze dirigenziali comunali che disponevano il divieto di prosecuzione e la cessazione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato due ordinanze dirigenziali del Comune di Vietri sul Mare: la prima disponeva l’immediato divieto di prosecuzione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, sulla base anche di un verbale dei Carabinieri; la seconda ordinava la cessazione dell’attività commerciale. Nel corso del giudizio il TAR aveva disposto l’acquisizione dell’ordinanza comunale di demolizione e riduzione in pristino delle opere realizzate, ritenendo gli aspetti edilizi pregiudiziali rispetto alla decisione. Successivamente la società ha eseguito l’ordinanza di demolizione e ripristino, con rimozione e trasporto dei materiali di risulta, e il Comune ha depositato documentazione, anche fotografica, comprovante l’avvenuta esecuzione. All’udienza pubblica il difensore della ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La sopravvenuta esecuzione, da parte della società, dell’ordinanza comunale di demolizione e riduzione in pristino ha fatto venire meno l’interesse alla decisione sull’impugnazione delle ordinanze che vietavano e disponevano la cessazione dell’attività commerciale. Il giudizio è stato quindi definito in rito, senza esame della legittimità degli atti impugnati. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia e della sua definizione processuale.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenienza dell’esecuzione dell’ordinanza di demolizione e ripristino, unitamente alla dichiarazione della ricorrente, ha determinato il venir meno dell’interesse alla prosecuzione del giudizio e comportato l’improcedibilità del ricorso.
art. 56 c.p.a.
La disposizione è richiamata in relazione alla tutela cautelare presidenziale provvisoriamente mantenuta durante la fase istruttoria; non è oggetto della decisione finale.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, sopravvengono fatti che fanno venir meno l’utilità concreta della decisione richiesta e la parte ricorrente dichiara di non avere più interesse alla prosecuzione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- L’esecuzione spontanea, da parte del ricorrente, dell’ordinanza amministrativa di demolizione e riduzione in pristino può determinare il venir meno dell’interesse alla decisione sull’impugnazione di provvedimenti connessi all’attività oggetto del ripristino, se la stessa parte dichiara espressamente la sopravvenuta carenza di interesse.
Come è indicizzato
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