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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4250/2025 del 31/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza rescissoria del 12/03/2024 che aveva confermato, nell'ambito di patteggiamento ex art. 444 c.p.p., l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente per il reato ex art. 590-bis c.p. (lesioni personali stradali gravi o gravissime). Il ricorrente deduceva: carenza assoluta di motivazione; violazione della disciplina penale e del codice della strada (in particolare art. 222 e 218 c.d.s.); illegittima applicazione della revoca in assenza delle aggravanti (guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti); violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza; errata rappresentazione dei fatti (sosteneva, tra l'altro, l'assenza di precedenti specifici e l'integrale risarcimento delle vittime).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale, sul nuovo esame dopo il precedente annullamento, avesse fornito motivazione specifica e adeguata per applicare la revoca (velocità doppia in tratto autostradale con lavori e doppio senso, maxi tamponamento a catena con molteplici feriti, richiamo a un precedente specifico). La Corte ha inoltre ritenuto generiche e non sufficientemente contradictorie le censure del ricorrente, osservando che il ricorso non ha efficacemente contrastato le ragioni argomentate dal giudice di merito. Per tali ragioni il ricorso è inammissibile e il ricorrente è condannato alle spese e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 222 Codice della Strada

    Regola le sanzioni accessorie relative alla patente (revoca e sospensione). La giurisprudenza richiede che la revoca non sia automatica nel caso di condanna o applicazione della pena su richiesta delle parti ex art. 444 c.p.p., salvo i casi più gravi previsti dalla legge.

  • art. 218, comma 2 Codice della Strada

    Fornisce i criteri (entità del danno, gravità della violazione, pericolo di ulteriore circolazione) che il giudice deve valutare per decidere tra revoca e sospensione; la motivazione deve esplicitare come tali parametri giustifichino la revoca.

  • art. 590-bis Codice Penale

    Tipizza le lesioni personali stradali gravi o gravissime; la gravità della condotta sul piano penale è un elemento considerato anche ai fini dell'accessoria amministrativa, ma la revoca richiede motivazione specifica se non ricorrono le aggravanti di guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti.

  • art. 444 Codice di Procedura Penale

    Disciplina l'applicazione della pena su richiesta delle parti (cd. patteggiamento); la Corte costituzionale e la giurisprudenza impongono che, anche nel patteggiamento, il giudice valuti e motivi la scelta della sanzione amministrativa accessoria non in modo automatico.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 88/2019

    la revoca della patente di guida non può essere "automatica", indistintamente in ognuna delle plurime ipotesi previste sia dall’art. 589-bis sia dall'art. 590-bis cod. pen., ma si giustifica solo nelle ben circoscritte ipotesi più gravi sanzionate con la pena rispettivamente più elevata ... Nessun automatismo, dunque, ma una valutazione specifica sulla sanzione amministrativa più congrua.

    La Corte costituzionale ha chiarito che la revoca non può essere disposta automaticamente per tutte le ipotesi di reato stradale; il giudice deve valutare caso per caso e motivare la scelta della revoca rispetto alla sospensione.

  • art. 616 Codice di Procedura Penale

    Prevede l'obbligo di pagamento delle spese processuali e la possibilità di infliggere al ricorrente una somma in favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso per colpa; la Corte ha qui esercitato la facoltà di aumentare la somma fino a misura equitativa.

Massime di principio

  • Quando la revoca della patente viene disposta in assenza delle aggravanti (alcol o stupefacenti), il giudice deve fornire una motivazione dettagliata che valuti i parametri dell'art. 218 c.d.s. (entità del danno, gravità della violazione, pericolo per la circolazione) e spiegare perché la revoca sia più adeguata della sospensione.
  • Se la decisione di merito giustifica adeguatamente la revoca (con valutazione concreta dei fattori di pericolosità), il ricorso per cassazione che si limiti a censure generiche o a rilievi non correlati alle ragioni poste dal giudice è probabilmente inammissibile.
  • Dopo un precedente annullamento per carenza motivazionale, il giudice di merito può riformulare la motivazione: se questa risulta puntuale e coerente, la Cassazione tende a dichiarare inammissibili ulteriori censure formali del ricorrente.
  • Per impugnare efficacemente la revoca della patente occorre contestare in modo specifico e motivato gli elementi fattuali e giuridici addotti dal giudice (es. contestare i fatti probatori, dimostrare l'assenza di precedenti o l'effettivo risarcimento delle vittime), non limitandosi ad affermazioni generiche.
  • La presentazione di un ricorso in cassazione privo di specificità rispetto alla motivazione di merito può comportare, oltre alla perdita del gravame, l'obbligo di rifondere le spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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