Sentenza del 02/05/2017 n. 1089 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana
Accertamento imposte - Imposte sui redditi - Scritture contabili e documenti - Obbligo di conservazione ex art. 22 D.p.r. 29.09.1973, n. 600 - Ammortamenti ultra decennali - Necessità di conservare le fatture dei beni ammortizzabili oltre il termine di dieci anni dall'anno di acquisto - Non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Amministrazione finanziaria sosteneva che il contribuente dovesse conservare le fatture relative ai beni ammortizzabili anche oltre il termine ordinario di dieci anni, quando gli ammortamenti si protraevano per un periodo superiore. Secondo l'Erario, tali documenti erano necessari per verificare l'effettività, la certezza e la determinabilità delle quote di ammortamento dedotte. La Corte ha invece ritenuto che l'obbligo di conservazione ultradecennale non possa dipendere dalla sola possibilità astratta che l'Amministrazione eserciti il potere di accertamento entro i termini ordinari.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto la tesi dell'Amministrazione finanziaria. L'obbligo di conservare scritture contabili e documenti oltre il termine decennale opera soltanto quando, prima della scadenza dei dieci anni, sia già iniziato un accertamento non ancora definito. Se invece, allo scadere del decennio, non è in corso un accertamento, il contribuente non è tenuto a conservare le fatture dei beni ammortizzabili per tutta la durata del relativo ammortamento o fino alla scadenza dei termini ordinari di accertamento. Diversamente, il contribuente sarebbe esposto a un obbligo di conservazione potenzialmente indefinito e dipendente dalla discrezionalità dell'Ufficio.
Norme richiamate
Art. 22, comma 2, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
L'obbligo di conservazione delle scritture contabili permane "sino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo d'imposta".
La protrazione dell'obbligo oltre il termine ordinario di dieci anni è limitata ai casi in cui, prima della scadenza del decennio, sia già stato avviato un accertamento non ancora definito.
Art. 2220 cod. civ.
Prevede il termine ordinario decennale di conservazione delle scritture contabili e della documentazione relativa.
Art. 8, comma 5, legge 27 luglio 2000, n. 212
Conferma, agli effetti tributari, il termine decennale di conservazione della documentazione contabile.
Art. 43, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
Disciplina i termini entro i quali l'Amministrazione finanziaria può procedere all'accertamento, ma non determina, da solo, un obbligo di conservazione dei documenti oltre il decennio in assenza di un accertamento già iniziato.
Massime di principio
- Il contribuente può, in linea generale, cessare di conservare scritture contabili e documenti fiscali allo scadere del termine decennale previsto dalla legge, anche se gli effetti fiscali di un bene, come gli ammortamenti, si protraggono oltre tale periodo.
- L'obbligo di conservazione oltre il decennio sussiste solo se, prima della scadenza, è stato avviato un accertamento relativo al periodo d'imposta e tale accertamento non è ancora stato definito.
- La mera possibilità che l'Amministrazione finanziaria effettui un accertamento entro i termini ordinari non giustifica la conservazione sine die della documentazione.
- In presenza di un accertamento già iniziato, è prudente conservare i documenti interessati fino alla definizione definitiva della relativa procedura.
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