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Sentenza

Sentenza del 19/01/2018 n. 1315 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società chiedeva il rimborso di 169.404 euro di IRAP relativa al 2008, sostenendo di poter beneficiare della deduzione del cuneo fiscale prevista dalla Legge n. 296/2006, art. 1, comma 266. La norma escludeva però le imprese operanti in concessione e a tariffa nei pubblici servizi. La società sosteneva che il proprio rapporto di affidamento del trasporto pubblico non fosse una concessione a tariffa e contestava inoltre l'ammissibilità dell'appello dell'Agenzia, l'interpretazione del contratto e la motivazione della CTR.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Il primo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo motivo sono stati dichiarati infondati; il secondo è stato dichiarato inammissibile perché riguardava l'interpretazione di norme e documenti, non l'omesso esame di un fatto storico decisivo. È stata confermata la decisione della CTR Lombardia, secondo cui il contratto concreto presentava natura concessoria e prevedeva una remunerazione tariffaria, con conseguente esclusione dall'agevolazione IRAP. La società è stata condannata al pagamento di 5.000 euro di spese processuali e dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • Legge n. 296/2006, art. 1, comma 266

    Prevede la deduzione dalla base imponibile IRAP del cosiddetto cuneo fiscale, ma esclude dal beneficio le imprese operanti in concessione e a tariffa nell'ambito dei pubblici servizi.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 53

    L'appello tributario deve indicare motivi specifici, ma non sono richiesti formalismi rigidi: è sufficiente che dall'atto risultino in modo chiaro i capi contestati e le ragioni del dissenso rispetto alla sentenza impugnata.

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame riguarda un fatto storico, principale o secondario, decisivo e discusso tra le parti; non può essere utilizzato per contestare l'interpretazione giuridica di una norma o per ottenere una nuova valutazione del contratto.

  • D.Lgs. n. 446/1997, art. 11

    È richiamato in relazione alla disciplina IRAP e alla deducibilità del costo del lavoro, nel contesto della verifica dei requisiti per l'agevolazione.

  • D.Lgs. n. 422/1997

    È richiamato per la disciplina del trasporto pubblico locale e per la distinzione tra le modalità di affidamento e remunerazione del servizio.

  • Artt. 1362 e seguenti c.c.

    La contestazione dell'interpretazione giudiziale di un contratto deve indicare la violazione dei criteri legali di interpretazione contrattuale; non è sufficiente proporre una diversa lettura delle clausole per ottenere in cassazione una nuova valutazione di fatto.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, impone il versamento di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.

Massime di principio

  • Per stabilire se un'impresa è esclusa da un'agevolazione fiscale rileva soprattutto il contenuto concreto del contratto e il modo effettivo in cui il servizio è organizzato e remunerato, non soltanto la qualificazione formale adottata dalle parti.
  • La presenza di poteri pubblici di controllo, revoca o regolazione del servizio può essere indicativa della natura concessoria del rapporto.
  • Una remunerazione soggetta a tariffe disciplinate dall'autorità pubblica e a corrispettivi collegati alle risorse pubbliche può integrare un'attività svolta a tariffa, anche se il contratto utilizza una diversa terminologia.
  • In Cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova interpretazione delle clausole contrattuali o una rivalutazione delle prove; occorre invece indicare specificamente la violazione dei criteri legali di interpretazione del contratto o un effettivo omesso esame di un fatto storico decisivo.
  • Le interpretazioni generali fornite dall'amministrazione o dalle istituzioni europee non sostituiscono l'accertamento dei requisiti nel singolo rapporto contrattuale.
  • Un appello tributario è ammissibile se, anche in forma sintetica, consente di individuare chiaramente le parti della sentenza contestate e le ragioni per cui dovrebbero essere modificate.

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