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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26821/2025 del 22/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava il decreto che aveva dichiarato inammissibili, ai sensi dell'art. 666 comma 2 c.p.p., le istanze di affidamento in prova al servizio sociale e di detenzione domiciliare presentate in relazione a titolo esecutivo sospeso ex art. 656 comma 5 c.p.p. Il provvedimento motivava l'inammissibilità sull'assunto che lo stato di irreperibilità del condannato, desumibile dall'indirizzo indicato negli atti, costituisse un impedimento logicamente ostativo all'esecuzione delle misure alternative. Il ricorrente denunciava invece il mancato rispetto delle norme procedurali, rilevando di essere reperibile all'indirizzo risultante dalla domanda di rinnovo del permesso di soggiorno e sostenendo che qualsiasi valutazione sulla reperibilità e sui presupposti andava compiuta in contraddittorio, con fissazione e celebrazione dell'udienza camerale prevista dall'art. 666 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha affermato che il decreto di inammissibilità emesso de plano ai sensi dell'art. 666 comma 2 c.p.p. è ammissibile solo quando la richiesta sia identica a una già rigettata o priva di condizioni previste direttamente dalla legge; l'irreperibilità dell'istante, che può influire sulla valutazione di merito riguardo ai contatti con il servizio sociale e al controllo delle prescrizioni, non costituisce causa di inammissibilità valutabile ipso facto ma va accertata in contraddittorio. Il decreto impugnato è stato annullato con rinvio al Tribunale di sorveglianza di Brescia per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 666, comma 2, codice di procedura penale

    Consente l'emissione de plano di un decreto di inammissibilità solo quando la richiesta sia identica a una precedentemente rigettata o manchi di condizioni espressamente previste dalla legge; non legittima decisioni de plano quando occorre valutazione anche minima in contraddittorio

  • art. 678, codice di procedura penale

    Riferimento contestuale fatto dal ricorrente in relazione ai poteri e alle procedure del giudice di sorveglianza; la Corte prende atto che valutazioni inerenti alle misure alternative richiedono il confronto procedurale previsto dalla disciplina

  • art. 656, comma 5, codice di procedura penale

    Indica il titolo esecutivo sospeso rispetto al quale erano state richieste le misure alternative; la Corte non rileva che lo status di sospensione esenti dalla necessità di valutazione in contraddittorio

Massime di principio

  • Il decreto di inammissibilità emesso 'de plano' ai sensi dell'art. 666 comma 2 c.p.p. è ammissibile solo se la domanda è identica a una già rigettata o manca di condizioni previste direttamente dalla legge; in tutti gli altri casi deve esserci contraddittorio
  • L'irreperibilità del richiedente non può essere dichiarata di per sé causa di inammissibilità senza un accertamento in contraddittorio; essa può rilevare solo come elemento di merito circa l'attitudine a rispettare le prescrizioni e i controlli delle misure alternative
  • Quando la decisione richiede anche una minima valutazione fattuale (es. contatti con i servizi sociali, verifiche sull'indirizzo), il giudice deve fissare e celebrare l'udienza camerale prevista dall'art. 666 c.p.p. per assicurare il confronto dialettico
  • Se il richiedente produce elementi che indicano reperibilità (es. documentazione per permesso di soggiorno), il giudice deve verificare tali elementi in contraddittorio prima di rigettare o dichiarare inammissibile la domanda
  • In caso di decisione de plano impropria per mancato contraddittorio, il rimedio è l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione per nuovo giudizio

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