Cassazione Penale, Sentenza n. 21655/2026 del 11/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione, articolato in cinque motivi, contestava: 1) l'omessa derubricazione dell'atto da omicidio doloso a omicidio preterintenzionale, sostenendo che l'imputato avrebbe voluto solo causare dolore versando la benzina; 2) il travisamento delle risultanze intercettive e della consulenza tecnica utilizzate in sentenza; 3) il riconoscimento, con motivazione apparente e illogica, dell'aggravante della premeditazione, dovendosi al più ravvisare una semplice preordinazione avvenuta lo stesso giorno; 4) il vizio di motivazione circa l'applicazione dell'aggravante della stabile convivenza e della relazione affettiva; 5) l'omessa valutazione delle circostanze attenuanti generiche. I fatti di causa consistono nel versamento di liquido infiammabile sulla vittima nella cucina dell'appartamento e nell'innesco delle fiamme con conseguente morte per asfissia da inalazione di fumi e lesioni da esplosione; elementi rilevanti in giudizio furono le ustioni alle mani dell'imputato, messaggi e telefonate immediate (tra cui un messaggio in cui si diceva "puttana non la sentirai per un po' di tempo"), le dichiarazioni di testimoni e della figlia minore della vittima, e le ammissioni dell'imputato di aver versato benzina.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'aggravante della premeditazione, ritenendo insufficiente la motivazione e la prova di un radicamento temporale del proposito omicida. Ha invece rigettato il ricorso nel resto, confermando la condanna all'ergastolo e il riconoscimento dell'aggravante prevista dall'art. 577, primo comma, n. 1 (convivenza/relazione affettiva). Sono state confermate anche le statuizioni risarcitorie in favore delle parti civili; l'imputato è stato condannato alla rifusione delle spese di giudizio sostenute da alcune parti civili e esentato dal rimborso a favore dell'associazione parte civile che non è intervenuta in udienza pubblica.
Norme richiamate
art. 575 c.p. (omicidio)
Norma di riferimento per il reato di omicidio; la Corte ha confermato la qualificazione del fatto come omicidio doloso sulla base degli elementi probatori che indicano l'animus necandi
art. 577, primo comma, n. 1 c.p. (aggravante per fatti commessi contro persona stabilmente convivente o legata da relazione affettiva)
"Si applica la pena dell'ergastolo se il fatto previsto dall'art. 575 è commesso: 1) [...] contro la persona stabilmente convivente con il colpevole o ad esso legata da relazione affettiva"
La Corte ha ritenuto sussistente, in via alternativa, la relazione affettiva/stabile convivenza: le risultanze testimoniali e le dichiarazioni indicano che la vittima era la compagna dell'imputato e che i due convivevano, circostanza che giustifica l'applicazione dell'aggravante
art. 133 c.p. (attenuanti generiche)
Richiamata nella valutazione del giudice di merito: le attenuanti generiche sono questione di fatto il cui apprezzamento è insindacabile in Cassazione se motivato; qui i giudici hanno escluso le attenuanti per la gravità, la crudeltà, l'assenza di pentimento e l'atteggiamento processuale
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, artt. 82 e 83 (liquidazione delle spese di costituzione di parte civile)
Norme applicate per la liquidazione delle spese di rappresentanza e difesa in favore delle parti civili che hanno partecipato al procedimento, stabilendo che la misura sarà liquidata dalla Corte di assise di appello con separato decreto
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 110, comma 3
Richiamato in relazione alle modalità di pagamento delle somme a favore dell'Erario per le spese sostenute dalle parti civili
Massime di principio
- La premeditazione richiede due elementi: un apprezzabile arco temporale e la persistenza del proposito omicida; la mera disponibilità di un mezzo (es. benzina) o la preordinazione immediata non sono di per sé sufficienti a fondare l'aggravante
- La 'doppia conforme' (conferma in primo e secondo grado) costituisce un corpo argomentativo unitario che la Cassazione esamina con attenzione: ove i motivi di merito siano omogenei e la motivazione congiunta sia congrua, la valutazione di responsabilità è difficilmente rimovibile
- Per riconoscere il dolo diretto sono decisivi elementi di riscontro probatorio concreti e convergenti (ammissioni, lesioni riconducibili all'azione, messaggi/telefonate subito dopo il fatto, testimonianze oculari, compresi minori se ritenuti attendibili)
- Il vizio per travisamento della prova in cassazione richiede una precisa istruttoria: il ricorrente deve indicare gli atti travisati, il dato fattuale e dimostrarne la decisività rispetto alla tenuta logica della sentenza; altrimenti il motivo è inammissibile
- L'aggravante della convivenza/relazione affettiva si valuta in modo alternativo: è sufficiente provare, anche tramite testimonianze e comportamenti, l'esistenza di una relazione sentimentale stabile o la convivenza, anche se breve ma riconoscibile nei fatti
- La mancata partecipazione in udienza pubblica di una parte civile che si limita a depositare memoria può incidere sulla condanna al rimborso delle spese: la Cassazione può esentare l'imputato dal rimborso per quella parte civile
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