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Sentenza

Sentenza n. 1379/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Bergamo - Sez. Lavoro e Previdenza n. 103/2025, depositata e resa pubblica il 05.02.2025, passata in giudicato, in materia di c.d. Carta del docente;

Giustizia amministrativa202501133

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Ministero nell'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione lavoro, n. 103/2025, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La docente ha proposto ricorso per ottemperanza della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione lavoro, n. 103/2025, depositata il 5 febbraio 2025 e passata in giudicato, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, condannando il Ministero a consentire la generazione dei relativi buoni. Deduceva che la pronuncia era stata notificata al Ministero il 17 aprile 2025 ai fini dell’esecuzione e che, decorso il termine dilatorio di 120 giorni, l’Amministrazione era rimasta inerte. Chiedeva l’esecuzione del giudicato entro un termine, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento e la fissazione di una somma dovuta per l’inosservanza o il ritardo nell’esecuzione; chiedeva inoltre le spese di lite.

La decisione

Nel corso del giudizio, il Ministero ha comunicato che il 4 dicembre 2025 Sogei aveva accreditato nel borsellino elettronico l’importo riconosciuto dalla sentenza. La ricorrente ha confermato l’avvenuto pagamento, insistendo sulle spese. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere per la piena esecuzione del giudicato sopravvenuta in corso di causa. Ha posto le spese a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale, poiché l’adempimento era intervenuto soltanto dopo la notifica del ricorso, liquidandole in € 800,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del procuratore antistatario. Non ha disposto la nomina del commissario ad acta né fissato una somma per il ritardo.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Con ricorso notificato in data 29 settembre 2025 e ritualmente depositato, la ricorrente ha adito questo TAR, ai sensi degli articoli 114 e ss. c.p.a., per ottenere la condanna del Ministero dell’Istruzione e del Merito a dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Bergamo, sezione lavoro n. 103 del 5 febbraio 2025

    L’art. 114 c.p.a. costituisce lo strumento processuale per chiedere l’esecuzione del giudicato; nel caso concreto, l’esecuzione intervenuta durante il giudizio ha determinato la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, se l’amministrazione dà piena esecuzione al giudicato durante il processo, va dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • Quando l’amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di liteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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