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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11811/2022 del 30/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per ricusazione proposto avverso il dott. Francesco Mancini, in quanto nel provvedimento cautelare reale aveva espresso valutazioni nel merito ritenute pregiudicanti per la successiva fase dibattimentale. In particolare, nel provvedimento si affermava che i documenti contabili alterati "vennero forniti ad Alpla proprio dalla Picano" e si sottolineava che, in quanto responsabile della Direzione Amministrativa, la Picano "era nella condizione migliore di conoscenza del reale andamento aziendale" e dunque non poteva non accorgersi delle anomalie contabili; tale valutazione sarebbe andata oltre la necessità del giudizio cautelare (fumus commissi delicti) e avrebbe anticipato il giudizio di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha rilevato che la Corte d'appello non ha adeguatamente valutato se le affermazioni del giudice delle misure cautelari costituissero una anticipazione illegittima del giudizio di merito, applicando erroneamente parametri (es. richiedere il superamento della soglia di cui all'art. 533 c.p.p.) non pertinenti alla causa di ricusazione. La Cassazione ha ricordato che i provvedimenti collegiali sono imputabili a tutti i membri del collegio e che non è necessario che la valutazione anticipata configuri una «colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio»: è sufficiente che il giudice abbia espresso valutazioni di merito non necessarie e prive di nesso funzionale con il provvedimento incidentale. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'appello di Roma per nuovo esame alla luce dei principi enunciati.

Norme richiamate

  • art. 37, comma 1, cod. proc. pen.

    Costituisce causa di ricusazione l'indebita manifestazione del convincimento del giudice che anticipi la valutazione sul merito della res iudicanda o sulla colpevolezza, ove priva di necessità e nesso funzionale con il provvedimento incidente

  • art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Non è richiesta l'affermazione della responsabilità "oltre ogni ragionevole dubbio" per integrare la causa di ricusazione: il concetto di valutazione di merito è più ampio e può riguardare anche singoli aspetti dei fatti che, se anticipati senza necessità, giustificano la ricusazione

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Sez. 3, n. 27996 del 9/3/2021, Rv. 281591; sent. n. 66 del 1997; ord. n. 181 del 2004; Sez. 2, n. 36250 del 24/11/2020; Sez. 5, n. 15689 del 24/02/2020

    Confermano che l'indagine sulla ricusazione richiede verifica concreta se il giudice abbia espresso valutazioni di merito che invadono ingiustificatamente l'ambito della decisione di merito, e che il rispetto dei principi di imparzialità e terzietà si valuta in concreto

Massime di principio

  • La mera indicazione del ruolo dell'imputato in azienda non esclude la ricusazione: se il giudice aggiunge valutazioni che implicano conoscenza soggettiva o responsabilità, ciò può costituire anticipazione di merito.
  • Per valutare la ricusazione non è necessario che il giudice abbia già affermato la colpevolezza "oltre ogni ragionevole dubbio": è sufficiente che abbia espresso valutazioni di merito non necessarie al provvedimento incidentale.
  • I provvedimenti collegiali sono imputabili a tutti i membri del collegio; l'autore materiale dell'estensione della motivazione non rileva ai fini della ricusazione.
  • La Corte d'appello deve verificare se le affermazioni del giudice cautelare avessero un nesso funzionale e una necessità rispetto al provvedimento adottato; se manca tale nesso, le affermazioni possono indurre la ricusazione.
  • In caso di errore di applicazione dei parametri di valutazione della ricusazione da parte della Corte territoriale, la Corte di Cassazione può annullare e rinviare per un nuovo esame conforme ai principi di imparzialità e terzietà.

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