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Ordinanza

Ordinanza n. 954/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell'ordinanza sindacale n. 2 emessa in data 8.1.2026, recante rettifica dell’ordinanza n. 1 del 5.1.2026, ad oggetto “ordinanza contingibile ed urgente ai sensi dell'art. 54 del d.lgs. 267/00 e ss. mm. e ii. per motivi concernenti l'incolumità pubblica per esecuzione di lavori di demolizione manufatti gravemente danneggiati dal sisma del 21/08/2017 al C.so Garibaldi, angolo piazza Bagni”, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202601549

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale di rettifica dell'ordinanza contingibile e urgente per la demolizione di manufatti gravemente danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, l'ordinanza sindacale n. 2 dell'8 gennaio 2026, rettificativa dell'ordinanza n. 1 del 5 gennaio 2026, con la quale il Comune ha disposto interventi di demolizione di manufatti gravemente danneggiati dal sisma, ai sensi dell'art. 54 d.lgs. 267/2000, per ragioni di incolumità pubblica. Dal testo non risultano esposti in dettaglio gli specifici motivi di illegittimità dedotti, ma la domanda cautelare è stata esaminata alla luce della contestazione dell'atto demolitorio e del pregiudizio patrimoniale lamentato dalle ricorrenti. L'ordinanza è stata inoltre impugnata quale atto consequenziale rispetto al piano di ricostruzione, alla determina commissariale di approvazione del progetto esecutivo di demolizione e all'ordinanza speciale della struttura commissariale; tali atti presupposti sono oggetto di distinto giudizio e, allo stato, non risultano sospesi o annullati.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata costituisca atto consequenziale rispetto a provvedimenti presupposti ancora efficaci: il piano di ricostruzione approvato con D.P.G.R. n. 256/2025, che classificava i fabbricati da delocalizzare mediante demolizione; la determina commissariale n. 956/2025, che approvava il progetto esecutivo per la demolizione di alcuni manufatti in Piazza Bagni; e l'ordinanza speciale n. 8/2024, il cui art. 4 prevedeva il ricorso allo strumento extra ordinem, in presenza dei relativi presupposti, in caso di mancata adesione del proprietario alla demolizione. Nel bilanciamento cautelare, il Collegio ha ritenuto prevalente l'interesse pubblico alla tutela dell'incolumità, sulla base della relazione di sopralluogo comunale del 2 gennaio 2026, che attestava diffuse lesioni e fessurazioni delle murature portanti, degrado degli elementi strutturali aggettanti, cedimenti di intonaci ed erosione delle murature in tufo, nonché l'impraticabilità di interventi settoriali in sicurezza. Ha valorizzato anche la classificazione dell'area a rischio idrogeologico R4. Il pregiudizio patrimoniale allegato dalle ricorrenti è stato ritenuto recessivo, anche perché esse risultavano beneficiarie di un apposito contributo per la ricostruzione. Il TAR ha richiamato, per analogia, precedenti ordinanze cautelari relative a controversie analoghe. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti costituite.

Norme richiamate

  • art. 54 d.lgs. 267/2000

    ordinanza contingibile ed urgente ai sensi dell'art. 54 del d.lgs. 267/00 e ss. mm. e ii.

    La disposizione costituisce la base normativa del potere sindacale extra ordinem esercitato per fronteggiare una situazione di pericolo per l'incolumità pubblica.

  • art. 4 ordinanza speciale n. 8/2024 della struttura commissariale per la ricostruzione nei territori dell'isola di Ischia

    prevede il ricorso allo strumento extra ordinem, in presenza dei relativi presupposti, in caso di mancata adesione del proprietario alla demolizione

    La previsione consente il ricorso all'ordinanza contingibile e urgente, quando ricorrano i relativi presupposti, in caso di mancata adesione del proprietario alla demolizione.

  • art. 55 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento processuale della domanda e della decisione cautelare.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando l'atto impugnato è consequenziale a provvedimenti presupposti ancora efficaci e non sospesi, la valutazione della domanda deve tener conto della persistente operatività della complessiva sequenza amministrativa, senza anticipare gli effetti della loro eventuale caducazione nel distinto giudizio di impugnazione.
  • A fronte di una situazione di pericolo concreto per l'incolumità pubblica, documentata da una relazione tecnica che attesti gravi lesioni strutturali e l'impraticabilità di interventi settoriali sicuri, l'interesse pubblico alla demolizione può prevalere cautelarmente sul pregiudizio patrimoniale dei proprietari.
  • Nel bilanciamento cautelare, la disponibilità di un apposito contributo pubblico per la ricostruzione costituisce un elemento idoneo a ridimensionare il pregiudizio patrimoniale allegato dai proprietari destinatari di misure demolitorie connesse alla ricostruzione post-sismica.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiRicostruzione post-calamitàTutela cautelare
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaEmergenze e protezione civileProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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