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Sentenza

Sentenza n. 1393/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento - del decreto del Ministero dell’Interno, Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, Direzione centrale risorse umane n. -OMISSIS- del 20 luglio 2022, notificato in pari data, di diniego all’assunzione del ricorrente nella qualifica di Vigile del Fuoco del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; - della comunicazione di avvio del procedimento di diniego all’assunzione del ricorrente nella qualifica di Vigile del Fuoco del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, notificata in data 1° giugno 2022; - di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, con-nesso e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202212668

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di assunzione nella qualifica di Vigile del Fuoco per ritenuta carenza delle qualità morali e di condotta

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, già vigile volontario discontinuo e collocato utilmente nella graduatoria del concorso pubblico per 250 posti di Vigile del Fuoco, impugnava il diniego di assunzione adottato dal Ministero dell'Interno dopo l'accertamento della sua idoneità psico-fisica e attitudinale. Il diniego era motivato dalla ritenuta carenza delle qualità morali e di condotta previste dall'art. 5, comma 1, lett. e), del d.lgs. n. 217/2005, in ragione della pendenza di un procedimento penale nel quale il candidato era stato rinviato a giudizio per associazione per delinquere e truffa aggravata in concorso, relativamente alla simulazione di interventi di soccorso e alla percezione indebita di indennità e rimborsi. Il ricorrente deduceva violazione del bando, dell'art. 5 del d.lgs. n. 217/2005 e dell'art. 26 della l. n. 53/1989, violazione della tassatività delle clausole escludenti e dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, nonché eccesso di potere per errore sui presupposti, erronea istruttoria, falsa causa, ingiustizia manifesta, perplessità, contraddittorietà e irragionevolezza. Sosteneva di non avere riportato condanne penali né di essere stato sottoposto a misure di prevenzione, lamentando che l'Amministrazione avesse anticipato un giudizio di colpevolezza sulla base della mera pendenza del procedimento penale. Chiedeva inoltre il rinvio dell'udienza in attesa della prospettata prescrizione dei reati.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza di rinvio, rilevando che la decisione sui tempi della discussione spetta al giudice e che il rinvio è doveroso solo in situazioni particolari incidenti direttamente sul diritto di difesa. La prospettata prescrizione del procedimento penale non giustificava il differimento, poiché il giudizio sulla sussistenza delle qualità morali e di condotta è autonomo rispetto all'accertamento della responsabilità penale. Nel merito, il Collegio ha escluso che il diniego fosse fondato su un automatismo derivante dalla mera pendenza del procedimento penale. L'Amministrazione aveva svolto un'articolata istruttoria, considerando il rinvio a giudizio del candidato per gravi reati e il suo specifico coinvolgimento in numerosi episodi di falsi interventi di soccorso finalizzati all'indebita percezione di emolumenti. La motivazione è stata ritenuta adeguata e non stereotipata, poiché aveva esplicitato l'incompatibilità delle condotte contestate con la funzione fiduciaria e sensibile propria del Vigile del Fuoco. Il TAR ha affermato che la valutazione amministrativa delle qualità morali e di condotta è distinta da quella penale e può prescindere dall'esito del processo, anche in applicazione del principio di pluriqualificazione dei fatti giuridici. È stata ritenuta irrilevante sia la presunzione di innocenza sia la prospettata prescrizione dei reati, non incidendo tali circostanze sulla legittimità dell'autonoma valutazione amministrativa. Il precedente servizio come vigile volontario discontinuo non impediva il diniego, non comportando tale servizio una verifica sistematica dei requisiti morali né esonerando l'Amministrazione dalla specifica valutazione richiesta per l'assunzione permanente. Il giudice ha quindi ritenuto rispettati i parametri di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza motivazionale, respingendo il ricorso e condannando il ricorrente al pagamento di euro 2.000,00, oltre accessori di legge, per spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 1, lett. e), d.lgs. n. 217/2005

    qualità morali e di condotta

    La disposizione costituisce la base normativa per la valutazione discrezionale dell'Amministrazione circa il possesso delle qualità morali e di condotta necessarie per l'assunzione nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

  • art. 35, comma 6, d.lgs. n. 165/2001

    Giustifica la previsione, per il personale destinato a funzioni sensibili, di standard comportamentali analoghi a quelli richiesti per le forze di polizia e la magistratura.

  • art. 27 Cost.

    La presunzione di innocenza opera nel giudizio penale e non impedisce all'Amministrazione di svolgere un'autonoma valutazione amministrativa delle qualità morali e di condotta.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi delle parti.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati, per l'oscuramento dei dati relativi alle parti.

Massime di principio

  • La valutazione amministrativa delle qualità morali e di condotta richiesta per l'accesso a funzioni pubbliche sensibili è autonoma rispetto all'accertamento della responsabilità penale e può fondarsi su fatti oggetto di un procedimento penale ancora pendente, senza tradursi necessariamente in un'automatica anticipazione del giudizio di colpevolezza.
  • Il diniego di assunzione per carenza delle qualità morali e di condotta è legittimo quando derivi da un'istruttoria concreta e approfondita e da una motivazione che espliciti l'incompatibilità delle condotte contestate con le funzioni da esercitare; non è sufficiente, invece, un automatismo fondato sulla sola pendenza del procedimento penale.
  • Per il reclutamento in corpi cui sono affidate funzioni di soccorso pubblico, difesa civile e polizia giudiziaria, l'Amministrazione può richiedere elevati standard di affidabilità e svolgere una valutazione discrezionale preventiva a tutela del buon andamento e della fiducia nelle funzioni istituzionali.
  • L'eventuale prescrizione del reato o la mancata definizione del processo penale non elimina, di per sé, la rilevanza amministrativa dei fatti storici valutati ai fini del possesso delle qualità morali e di condotta, trattandosi di piani di valutazione autonomi.
  • Il precedente svolgimento di servizio volontario o discontinuo non determina automaticamente il possesso dei requisiti morali richiesti per l'assunzione permanente e non impedisce all'Amministrazione di svolgere una specifica verifica in sede concorsuale.
  • Il rinvio dell'udienza non è dovuto per la sola prospettiva di un futuro esito favorevole del procedimento penale, quando tale esito non sia direttamente incidente sul diritto di difesa e la questione amministrativa possa essere definita autonomamente.

Come è indicizzato

MaterieReclutamento e idoneitàConcorsi pubbliciDecisione e riti speciali
RamiForze armate e forze di poliziaPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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