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Sentenza

Sentenza n. 670/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento di decadenza del nulla osta al lavoro subordinato, emesso dallo Sportello Unico per l’Immigrazione di Latina in data 16 agosto 2025, conosciuto a seguito di accesso agli atti, in data 13 maggio 2026, con cui è stata dichiarata la decadenza del nulla osta n. PLT/L/Q/2023/104284 rilasciato in favore del Sig. Rasel MD, per asserita decorrenza del termine semestrale di validità, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202600506

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di decadenza del nulla osta al lavoro subordinato per asserita decorrenza del termine semestrale di validità

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (lavoratore straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 16 agosto 2025 con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione di Latina aveva dichiarato la decadenza del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato in suo favore, deducendo i vizi di legittimità illustrati nel ricorso, il cui contenuto specifico non è riportato nel testo della sentenza. Il provvedimento era stato conosciuto mediante accesso agli atti il 13 maggio 2026 e il ricorso è stato notificato il 14 maggio 2026.

La decisione

Dopo la notificazione del ricorso, la Prefettura di Latina ha adottato il 20 maggio 2026 un provvedimento con cui ha revocato il precedente atto di decadenza del nulla osta. Ritenendo che tale sopravvenienza avesse integralmente soddisfatto l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Nonostante l'assenza di una decisione di merito sull'illegittimità originaria dell'atto, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale e ha posto le spese di lite a carico dell'amministrazione resistente, liquidandole in euro 1.000 oltre oneri e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta adozione, da parte dell'amministrazione, di un provvedimento che elimina l'atto impugnato determina la cessazione della materia del contendere quando soddisfa integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente.

  • art. 60 c.p.a.

    La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti nella camera di consiglio.

Massime di principio

  • Quando, dopo la proposizione del ricorso, l'amministrazione revoca o rimuove il provvedimento impugnato e tale intervento soddisfa integralmente l'interesse sostanziale del ricorrente, il giudice amministrativo dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., senza pronunciarsi sulla legittimità originaria dell'atto.
  • In caso di cessazione della materia del contendere determinata da un intervento dell'amministrazione successivo alla notificazione del ricorso, le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione sulla base della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe presumibilmente prevalso se il giudizio fosse proseguito.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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