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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47565/2023 del 27/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva respinto il reclamo avverso il diniego dell'autorizzazione a effettuare videochiamate sostitutive mensili con i familiari in luogo dei colloqui in presenza, nell'ambito del regime differenziato di cui all'art. 41-bis. Il ricorso in Cassazione deduceva che la richiesta non era fondata solo sull'emergenza pandemica ma anche su impedimenti alternativi quali le onerose spese di viaggio e le condizioni di salute dei congiunti costretti a trasferirsi dalla Sicilia in Sardegna; si lamentava inoltre che la decisione impugnata non aveva considerato tali circostanze e aveva, di fatto, vanificato la precedente sentenza di annullamento con rinvio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha constatato che il Tribunale di sorveglianza aveva motivato il diniego facendo riferimento solo alla cessata necessità collegata all'emergenza sanitaria ma era rimasto sostanzialmente silente rispetto alle dedotte circostanze alternative (spese di viaggio e condizioni di salute dei familiari). Per tale motivo la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza di Sassari.

Norme richiamate

  • art. 41-bis, comma 2, ord. pen.

    La norma disciplina il regime differenziato e le limitazioni dei colloqui per i detenuti sottoposti a 41-bis; la decisione impugnata è stata resa nell'ambito di tale regime e quindi richiede una valutazione specifica delle ragioni che possono giustificare misure alternative come le videochiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Ha imposto i limiti formali del motivo di ricorso in Cassazione: il ricorso è stato ritenuto ammissibile e valutato nei limiti consentiti dalla norma

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma richiamata in relazione alle comunicazioni/conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale in materia di misure emergenziali; il pubblico ministero ha proposto l'inammissibilità ma la Corte ha comunque esaminato e dichiarato fondato il ricorso

  • Sentenza I sezione n. 9170 del 14 dicembre 2022

    Pronuncia precedente che aveva disposto l'annullamento con rinvio sullo stesso procedimento; la Corte di merito, in nuovo giudizio, doveva dunque motivare tenendo conto del precedente rinvio, cosa che la Cassazione ha ritenuto non adeguatamente compiuta rispetto alle circostanze alternative dedotte dal ricorrente

Massime di principio

  • Quando è richiesta l'autorizzazione a misure alternative ai colloqui in presenza (es. videochiamate) per detenuti in regime 41-bis, il giudice deve valutare non solo ragioni legate all'emergenza sanitaria, ma anche altre circostanze concrete e documentate come oneri economici del trasferimento dei familiari e le loro condizioni di salute.
  • Il provvedimento che respinge una richiesta di videochiamate deve motivare espressamente sulle specifiche argomentazioni addotte dal richiedente; il silenzio su puntuali elementi probatori o sulle ragioni alternative può comportare l'annullamento in sede di legittimità.
  • Se il fondamento principale della richiesta (es. emergenza pandemica) decade nel tempo, il richiedente può supplire con altre giustificazioni attuali e documentate; il giudice deve esaminarle esplicitamente e confrontare il rischio invocato con il livello di rischio che interessa la popolazione generale.
  • Per aumentare le probabilità di accoglimento, il richiedente dovrebbe produrre prove documentali sulle condizioni di salute dei congiunti e sui costi/oggettive difficoltà del viaggio, così da permettere al giudice una valutazione completa e motivata.
  • Il rinvio per nuovo giudizio è la conseguenza tipica quando la Corte di legittimità riscontra un difetto motivazionale o omissione nell'esame degli elementi decisivi per la richiesta di misure alternative ai colloqui in presenza.

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