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Sentenza

Sentenza n. 712/2026 - Brescia, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento prot. n. -OMISSIS- del 16/09/09 con cui il Questore di Brescia ha respinto la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno presentata dal ricorrente.

Giustizia amministrativa202200713

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione, deducendo quale unica censura l'omessa o insufficiente valutazione dei significativi legami familiari con la moglie e il figlio residenti in Italia. Il diniego era fondato su tre condanne penali irrevocabili: una condanna a quattro mesi di reclusione per falsità materiale commessa dal privato in certificati, una condanna a un anno e sei mesi di reclusione e a 2.000 euro di multa per spaccio di sostanze stupefacenti e una successiva condanna, in continuazione, a cinque anni e due mesi di reclusione e 30.000 euro di multa.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo legittimo il diniego fondato sulle condanne irrevocabili, in particolare su quella per spaccio di sostanze stupefacenti, rilevante ai sensi dell'art. 4, comma 3, d.lgs. n. 286/1998 ai fini della valutazione dell'ingresso e della permanenza dello straniero quando egli sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione dell'amministrazione circa l'irrilevanza dei legami familiari allegati, poiché dalla documentazione prodotta, inclusa una pronuncia del Tribunale per i minorenni di Brescia, emergeva il disinteresse del ricorrente verso la moglie e i figli e la conflittualità dei rapporti con la moglie. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 1.000 euro oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 3, d.lgs. n. 286/1998

    non consente l’ingresso in Italia dello straniero condannato per reati in materia di stupefacenti e “sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato”

    La condanna per reati in materia di stupefacenti, unitamente alla valutazione di minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, legittima il diniego del titolo di soggiorno.

  • artt. 482 e 477 c.p.

    Disposizioni richiamate in relazione alla condanna irrevocabile per falsità materiale commessa dal privato in certificati.

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Disposizione richiamata in relazione alla condanna irrevocabile per spaccio di sostanze stupefacenti.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Disposizione richiamata per lo svolgimento da remoto dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Disposizione richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Disposizione richiamata, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La presenza di una condanna irrevocabile per reati in materia di stupefacenti può giustificare il diniego del rinnovo del permesso di soggiorno quando l'amministrazione consideri lo straniero una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, ai sensi dell'art. 4, comma 3, d.lgs. n. 286/1998.
  • I legami familiari allegati dallo straniero non impongono il rinnovo del permesso di soggiorno se, sulla base della documentazione disponibile, risulta l'assenza di effettivi rapporti familiari o il disinteresse verso il coniuge e i figli.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiLegittimo affidamento

Testo integrale

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