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Sentenza

Sentenza del 06/07/2016 n. 13738 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione, con decisione del 22 febbraio 2016, depositata il 6 luglio 2016, ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Non ha provveduto sulle spese. Il testo non indica l’importo del credito recuperato né ulteriori dati temporali sull’avviso.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L’Agenzia delle entrate aveva impugnato per cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale della Basilicata che, rigettando l’appello dell’Ufficio, aveva dichiarato illegittimo l’avviso di recupero del credito d’imposta per incremento dell’occupazione previsto dall’art. 7 della legge n. 388/2000. Nel dicembre 2015 l’Agenzia ha però dichiarato il sopravvenuto venir meno del proprio interesse al ricorso, poiché la stessa CTR aveva accolto la revocazione proposta contro la sentenza impugnata e anche l’appello dell’Ufficio contro la decisione di primo grado.

Norme richiamate

  • Legge n. 388/2000, art. 7

    La disposizione prevedeva il credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione oggetto dell’avviso di recupero. La Corte non ne esamina l’applicazione nel merito, poiché dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Se, durante il giudizio di cassazione, sopravvengono provvedimenti che eliminano o modificano la decisione impugnata e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame delle questioni di merito.
  • La dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse non equivale a una decisione della Cassazione sulla fondatezza sostanziale della pretesa tributaria.
  • In questo caso la Corte non ha disposto sulle spese; tale esito non implica, di per sé, una regola generale per cui le spese siano sempre compensate quando viene meno l’interesse.

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