Cassazione Penale, Sentenza n. 3660/2025 del 28/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Roma che aveva riformato la sentenza di primo grado escludendo l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7bis, cod. pen.; tutti i ricorsi (ad eccezione di Hadjovic che deduce anche mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche) sostengono l'improcedibilità del reato per difetto di querela, alla luce della riforma Cartabia che ha reso il delitto di furto procedibile a querela della persona offesa salvo determinate condizioni che legittimano l'azione d'ufficio. La Corte territoriale aveva ritenuto integrata la procedibilità dalla denuncia/querela presentata da Pranzoni Laura in qualità di responsabile incaricata dalla società proprietaria dei locali (Alitalia Servizi s.p.a.), mentre i ricorrenti hanno contestato la legittimazione di Pranzoni a proporre querela in quanto semplice dipendente senza una situazione di fatto o di diritto che le attribuisse la capacità di gestire, custodire o alienare il bene.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il motivo fondato: la riforma (d.lgs. 150/2022) ha reso il delitto di furto procedibile a querela e l'azione penale procede d'ufficio solo se ricorre l'incapacità della persona offesa o alcune circostanze aggravanti (tra cui 7 e 7-bis). Nel caso concreto la Corte territoriale aveva escluso l'aggravante 7-bis, per cui non sussisteva condizione che legittimasse l'esercizio d'ufficio dell'azione penale. La querela prodotta da Pranzoni non è stata ritenuta idonea a integrare la condizione di procedibilità poiché non risultava che ella disponesse di una situazione giuridica o fattuale tale da attribuirle la qualifica di persona offesa (ossia poteri autonomi di gestione/custodia/alienazione). Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché l'azione penale non poteva essere iniziata per difetto di querela.
Norme richiamate
d.lgs. 150/2022 (riforma Cartabia)
Ha modificato il regime di procedibilità del delitto di furto stabilendo che il reato è punibile a querela della persona offesa salvo i casi in cui si procede d'ufficio (persona offesa incapace o presenza di alcune aggravanti come gli artt. 625 nn. 7 e 7-bis).
Codice penale
L'articolo disciplina il delitto di furto; il terzo comma previgente è stato sostituito dalla riforma per prevedere la procedibilità a querela.
Codice penale
art. 625, comma 1, numeri 7 e 7-bis
Le circostanze aggravanti indicate possono legittimare l'esercizio dell'azione penale d'ufficio se sussistenti; l'esclusione di tali aggravanti può determinare la necessità della querela per la procedibilità.
Codice penale
art. 625, comma 1, n. 7bis
Aggravante originariamente contestata e poi esclusa dalla Corte territoriale; la sua esclusione ha inciso sulla sussistenza della procedibilità d'ufficio.
Norme processuali
art. 120 cod. pen.; art. 336 cod. proc. pen.; art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
Riferimenti alla condizione di procedibilità (querela) e alla chiusura o prosecuzione dell'azione penale; in assenza di una querela valida l'azione penale non può proseguire.
Capo d'imputazione
artt. 56, 624, 625 comma 1 n. 2) e 5) cod. pen.
Articolazione delle imputazioni contestate in primo grado e poi riformate in appello; rilevante per il quadro fattuale ma secondario rispetto alla questione di procedibilità.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. U, n. 40354/2013 (Sciuscio); Sez. 5, n. 11968/2018; Sez. 5, n. 3736/2018; Sez. 4, n. 7193/2023
Principio consolidato secondo cui la qualifica di persona offesa può spettare anche a chi detiene il possesso materiale del bene (relazione di fatto), ma tale possesso deve integrare una posizione di fatto idonea ad attribuire il potere autonomo di gestire, custodire o alienare il bene; la mera qualità di dipendente non è sufficiente senza elementi che attestino tali poteri.
Massime di principio
- Dopo la riforma (d.lgs. 150/2022) il delitto di furto è in linea di massima procedibile a querela della persona offesa: occorre quindi verificare sempre la presenza di una querela valida per procedere penalmente, salvo i casi espressamente previsti che legittimano l'azione d'ufficio.
- L'azione penale procede d'ufficio solo se la persona offesa è incapace (per età o infermità) o se ricorre una delle circostanze aggravanti previste (es. art. 625 numeri 7 o 7-bis); l'esclusione di tali aggravanti rende decisiva la presenza di una querela legittima.
- La legittimazione a proporre querela può spettare anche a chi ha il possesso di fatto del bene (non necessariamente il proprietario), ma tale possesso deve essere tale da conferire poteri autonomi di gestione, custodia o alienazione; la mera qualità di dipendente non prova automaticamente tale legittimazione.
- In caso di querela presentata da un rappresentante o da un dipendente di una società, è necessario documentare la delega o il potere di agire in nome e per conto del titolare del bene (o la concreta situazione di fatto che attesta il possesso/gestione) per evitare che la querela venga considerata inefficace.
- Se, alla luce degli elementi emersi, non risulta una querela valida e non ricorrono le condizioni per la procedibilità d'ufficio, l'azione penale è improcedibile e la sentenza deve essere annullata; ciò comporta l'improcedibilità anche se sono stati compiuti atti istruttori in precedenza.
- Nei procedimenti per furto bisogna sempre verificare preliminarmente (1) la sussistenza di querela valida, (2) l'esistenza di aggravanti che giustifichino l'esercizio d'ufficio e (3) la legittimazione soggettiva di chi ha sporgendo denuncia/querela (titolarità, delega o possesso di fatto dotato di autonomia gestionale).
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