Cassazione Penale, Sentenza n. 38555/2022 del 12/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: 1) censure sulla gravità indiziaria in relazione ai capi 1,3,4,5 (associazione per delinquere aggravata, turbata libertà degli incanti, corruzione, ecc.), contestando il nesso probatorio tra intercettazioni del 2008 e fatti emersi nel 2019-2021 e sostenendo che le proroghe fossero determinate dal contenzioso amministrativo; 2) vizio di motivazione e violazione di legge quanto all'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416 bis.1 c.p. (finalità di agevolazione mafiosa), con rilievo che i pagamenti contestati sarebbero stati estorsivi e che non risultano elementi a dimostrare il dolo specifico; 3) insufficienza motivazionale sul capo 10 (frode nelle pubbliche forniture) per carenza di riferimenti specifici all'indagato; 4) violazione di legge e vizio di motivazione sulle esigenze cautelari, chiedendo la revoca o sostituzione della custodia cautelare alla luce dell'esclusione dei gravi indizi per associazione mafiosa, dei sequestri patrimoniali, della residenza a Milano e della fase processuale avanzata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha dichiarato inammissibili o infondati i motivi relativi alla gravità indiziaria dell'associazione e alle imputazioni connesse (capi 1,3,4,5) perché il ricorso era generico e non ha preso adeguatamente in considerazione la motivazione del Tribunale sul sistema di proroghe e sul collegamento probatorio. Tuttavia, ha accolto il secondo motivo relativo all'aggravante di cui all'art. 416 bis.1 c.p., ravvisando carenze motivazionali sul punto: il Tribunale non ha dimostrato con sufficiente specificità il dolo specifico e non ha chiarito in che termini i pagamenti costituissero agevolazione mafiosa piuttosto che estorsione. Ha altresì accolto il terzo motivo sul capo 10 perché la motivazione era priva di riferimenti all'odierno ricorrente. Per questi profili la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo giudizio sugli aspetti annullati (valutazione dell'aggravante art. 416 bis.1 c.p. e del capo 10) e, conseguentemente, per nuovo esame delle esigenze cautelari.
Norme richiamate
art. 416 bis c.p.
Riferimento all'associazione di tipo mafioso: la Corte ha confermato che, in sede cautelare, per ritenere gravità indiziaria occorre una motivazione puntuale circa l'esistenza e la durata del sodalizio; nel caso la valutazione del Tribunale è stata ritenuta congrua rispetto al quadro indiziario per la definizione dell'associazione a delinquere comune, salvo precisazioni temporali che il ricorso non ha efficacemente contestato
art. 416 bis.1 c.p.
Aggravante della finalità di "agevolazione mafiosa": la Corte richiede prova specifica del dolo finalistico (che i pagamenti fossero diretti ad aumentare la capacità operativa o finanziaria dell'organizzazione mafiosa). Nel caso la motivazione del Tribunale è stata ritenuta insufficiente perché non ha esplicitato il nesso probatorio e la natura non estorsiva dei versamenti, né il raggiungimento del dolo specifico
art. 353-bis c.p.
Turbata libertà degli incanti e altri reati in materia di appalti: la Corte evidenzia che la qualificazione tra art. 353-bis e art. 353 richiede accertamenti fattuali più approfonditi, ma, in sede di legittimità, non è possibile sostituirsi al giudice di merito; il Tribunale ha motivato l'esistenza di un sistema illecito fondato sulle proroghe sistematiche
art. 353 c.p.
Reato ordinario di turbativa d'asta: la Corte segnala che l'eventuale riconduzione a questa fattispecie presuppone compiuta valutazione fattuale non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata
Massime di principio
- Per ritenere l'esistenza di una associazione a delinquere o di un progetto criminoso protratto nel tempo occorre motivazione puntuale sul nesso tra elementi antichi (es. intercettazioni pregresse) e fatti successivi: la semplice coesistenza di conversazioni distanziate nel tempo non basta senza spiegare continuità e attuazione del progetto
- Le proroghe contrattuali legate a contenziosi amministrativi non sono automaticamente indice di illegalità: per qualificare una condotta come sistema illecito occorre dimostrare che i ritardi e le proroghe siano ingiustificati, strumentali e parte di una strategia concordata
- L'aggravante di cui all'art. 416 bis.1 c.p. (agevolazione mafiosa) richiede la prova, anche a livello di gravità indiziaria, del dolo specifico finalizzato ad "agevolare" l'organizzazione mafiosa; non è sufficiente la mera circostanza dei pagamenti: la motivazione deve spiegare perché i versamenti non siano semplici estorsioni ma effettiva apporto volto ad accrescere la capacità criminale della organizzazione
- In sede di Cassazione non è ammesso chiedere alla Corte una diversa valutazione fattuale: i motivi devono essere specifici e confrontarsi con la motivazione del giudice di merito; censure generiche sulla insufficienza indiziaria o sulla diversa lettura dei fatti sono spesso dichiarate inammissibili o infondate
- Se la motivazione del giudice di merito è carente su punti essenziali (es. aggravanti particolari o mancata indicazione di elementi probatori riferiti all'imputato), la Corte di Cassazione può annullare e disporre il rinvio per nuovo giudizio, con conseguente nuovo esame anche delle esigenze cautelari
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