Cassazione Penale, Sentenza n. 46933/2023 del 22/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale o di detenzione domiciliare per la pena residua di 7 mesi e 7 giorni derivante da condanna per art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Il rigetto era motivato dalla sussistenza di un pericolo di recidiva desunto da precedenti definitivi, pendenze processuali, contatti con ambiente di spaccio (anche in relazione al domicilio indicato, intestato alla sorella gemella con precedenti), assenza di lavoro e di documenti di soggiorno con conseguente decreto di espulsione. La ricorrente ha contestato errori e travisamenti dei fatti, sostenendo che una iscrizione nel casellario (resistenza a pubblico ufficiale) si riferisce alla sorella gemella e che alcuni proventi sequestrati erano stati restituiti dopo archiviazione; ha prodotto documentazione a sostegno dell'assenza di precedenti del terzo rinvenuto nell'abitazione
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale di sorveglianza ha correttamente valutato, ai fini del giudizio prognostico sull'idoneità delle misure alternative, elementi quali precedenti, pendenze, condizioni socio-economiche e contatti con l'ambiente di spaccio. La Corte ha ritenuto non decisiva, fino a eventuale correzione dell'iscrizione nel Casellario, l'eccezione sulla confusione con la sorella gemella; ha inoltre osservato che la presenza di precedenti analoghi della sorella che detiene il domicilio indicato costituisce elemento negativo. Conseguentemente il ricorso è rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali
Norme richiamate
art. 656, comma 5, cod. proc. pen.
art. 656, comma 5, codice di procedura penale
Norma sulla sospensione dell'esecuzione dell'ordine di esecuzione che disciplina la possibilità di sospensione; citata come quadro procedurale rispetto all'ordine di esecuzione originario
art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
art. 73, comma 5, d.P.R. 9/10/1990, n. 309 (legge stupefacenti)
Norma che prevede le aggravanti per il traffico di sostanze stupefacenti; indica il tipo di reato per il quale è stata comminata la pena residua
artt. 666 cod. proc. pen. e art. 40 d.P.R. 14/11/2002, n. 313
art. 666 cod. proc. pen.; art. 40 D.P.R. 14/11/2002, n. 313
Norme richiamate con riferimento alla procedura per la correzione di iscrizioni errate nel Casellario giudiziale (ricorso per cancellazione/ rettifica)
legge 26 luglio 1975, n. 354 (comma 1-bis e successive integrazioni)
legge 26/7/1975, n. 354, disposizioni sulla detenzione domiciliare
Citata per i principi applicabili alla concessione della detenzione domiciliare quando non sussistono condizioni per l'affidamento in prova; la Corte richiama l'obbligo di motivare la prospettiva di prevenzione della commissione di nuovi reati
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 1410 del 30/10/2019)
Cass. Sez. 1, n. 1410/2019, dep. 2020, Rv. 277924
Principio sul giudizio prognostico per l'affidamento in prova: i precedenti e la gravità del reato non sono, da soli, decisivi in senso negativo; occorre valutare complessivamente l'osservazione della personalità e gli elementi di reinserimento
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, n. 56703 del 05/06/2018)
Cass. Sez. 1, n. 56703/2018, Rv. 274657
Indicazioni su detenzione domiciliare: il tribunale di sorveglianza deve motivare la presenza di elementi idonei a ritenere che il beneficio eviterà la commissione di altri reati, valutando prescrizioni, caratteristiche personali e risultati del trattamento
Massime di principio
- I precedenti definitivi, le pendenze processuali e la condizione socio-economica precaria sono fattori che, valutati congiuntamente, possono giustificare il diniego di misure alternative per il rischio di recidiva
- Errore materiale o iscrizioni contestate nel casellario giudiziale devono essere rettificate con i rimedi previsti (es. ricorso ex art. 666 c.p.p.); fino alla correzione formale tali iscrizioni possono essere valutate dal giudice come elementi di valutazione
- La mera gravità del reato o l'esistenza di precedenti non impedisce automaticamente l'accesso all'affidamento in prova, ma il tribunale valuta complessivamente anche condotta carceraria, indagini socio-familiari e segni di ravvedimento
- Il domicilio indicato per la detenzione domiciliare è valutato anche alla luce delle persone che vi risiedono e dei loro precedenti: la presenza di soggetti con precedenti analoghi è elemento negativo
- Documenti o prove che smentiscono dati informativi (es. restituzione di beni dopo archiviazione; certificati di incensuratezza di terzi) possono essere utili, ma devono essere probanti e considerati nel loro complesso per scalfire una motivazione fondata su molteplici elementi
- Per aumentare le probabilità di ottenere misure alternative è consigliabile procurare: correzione formale di iscrizioni errate, documentazione di attività lavorativa o di percorsi di reinserimento, relazioni socio-psicologiche favorevoli e un alloggio privo di legami con ambienti criminali
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