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Sentenza

Sentenza n. 14959/2026 - Roma, Sezione 3B

Giustizia amministrativa202305509

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: giudizio negativo nella prova scritta e conseguente mancata ammissione alle prove orali del concorso per 120 allievi commissari della carriera dei funzionari del Corpo della Polizia Penitenziaria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di mancata ammissione alle prove orali, risultante dal verbale della Commissione relativo alla correzione dei suoi elaborati scritti. Ha dedotto, in primo luogo, la violazione dell’art. 97 Cost. e dell’art. 12 d.P.R. 487/1994, sostenendo l’assoluta genericità dei criteri valutativi stabiliti dalla Commissione esaminatrice. Ha inoltre dedotto la violazione dell’art. 3, comma 1, l. 241/1990, per carenza di motivazione, nonché eccesso di potere per carenza di istruttoria, in relazione all’insufficienza del tempo medio impiegato per la correzione degli elaborati. Aveva chiesto anche la rinnovazione della correzione, l’attribuzione di un nuovo giudizio, l’ammissione alla prova orale e la valutazione dei titoli. Nel corso del giudizio, tuttavia, il ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse. Il Collegio ha ritenuto che tale dichiarazione imponga la definizione del giudizio in rito, in applicazione del principio dispositivo, senza esaminare nel merito le censure relative alla genericità dei criteri di valutazione, alla carenza di motivazione e all’insufficienza dell’attività istruttoria. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell’andamento complessivo della controversia e della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    per sopravvenuta carenza di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

  • art. 97 Cost.

    Invocato dal ricorrente in relazione alla genericità dei criteri di valutazione concorsuale; la censura non è stata esaminata nel merito.

  • art. 12 d.P.R. 487/1994

    Invocato dal ricorrente in relazione ai criteri di valutazione stabiliti dalla Commissione; la censura non è stata esaminata nel merito.

  • art. 3, comma 1, l. 241/1990

    Invocato dal ricorrente per denunciare la carenza di motivazione; la censura non è stata esaminata nel merito.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • In applicazione del principio dispositivo, quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo non può procedere d’ufficio all’esame del merito delle censure dedotte e deve definire il giudizio con una pronuncia di improcedibilità.
  • La sopravvenuta carenza di interesse costituisce una definizione in rito e non comporta alcuna valutazione giudiziale sulla fondatezza o infondatezza dei motivi di ricorso.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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