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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8009/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo (del 6 luglio 2023) di circa 20.000 euro rinvenuti in possesso del Minopoli. Il ricorrente denunciava violazione di legge, in particolare dell'art. 321 c.p.p., per mancata e insufficiente motivazione rispetto alla documentazione patrimoniale prodotta (buste paga in tedesco, documenti bancari, dichiarazione di donazione della madre) e per mancata individuazione del delitto presupposto (ricettazione/riciclaggio) e della aggravante di agevolazione mafiosa. Sosteneva che la somma era destinata all'acquisto di un'auto e che erano stati prodotti elementi a sostegno della provenienza lecita del denaro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato o non consentito. Ha ritenuto che il ricorso non lamentasse una violazione di legge sussistente ai sensi dell'art. 325 c.p.p. e che i vizi di motivazione lamentati non raggiungessero il livello di radicalità necessario per costituire errore di diritto. Il Tribunale del riesame aveva motivato la conferma del sequestro richiamando: il possesso di una somma ingente suddivisa in mazzette, l'anomalia del trasporto della somma mentre l'indagato si apprestava a prendere un treno per Milano in giornata, l'assenza di adeguate giustificazioni immediate circa provenienza e destinazione, i legami di parentela con esponenti apicali del clan Grimaldi (genero di Ciro Grimaldi, cognato di Pasquale Grimaldi), la mancata traduzione dei documenti in lingua straniera prodotti dalla difesa e l'insufficienza della documentazione bancaria a provare le donazioni. La Corte ha quindi ritenuto sufficiente la motivazione del riesame e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Citato dal ricorrente per lamentare carenza motivazionale; la Corte ha valutato che la mera censura sulla motivazione non costituisce automaticamente violazione di legge ai fini dell'impugnazione in cassazione delle ordinanze di riesame.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla Corte per ricordare che il ricorso in cassazione avverso ordinanze di riesame è ammesso solo per violazione di legge, e non per critiche ai meri vizi logici della motivazione.

  • artt. 648, 648-bis, 648-ter, 648-ter.1 cod. pen.

    Richiamati come esempi di reati patrimoniali presupposti (ricettazione, riciclaggio ecc.); la Corte segnala che, pur essendo necessario individuare la tipologia del reato presupposto, non occorre ricostruirne tutti gli elementi in questa fase e che il tribunale del riesame ha indicato elementi indiziari che consentono di ipotizzare tali reati.

  • art. 240 bis (come citato nel provvedimento)

    Norma richiamata nel provvedimento di sequestro originario; la Corte non entra nel merito della corretta qualificazione normativa del provvedimento cautelare ma si sofferma sulla sufficienza motivazionale del riesame.

  • Giurisprudenza Corte di Cassazione (Sez. U. n. 25932/2008 - Ivanov; Sez. 2, sent. n. 6584/2021)

    Richiamata per definire il concetto di 'violazione di legge' e per precisare quando la motivazione sia così carente da configurare un errore di diritto: bisogna dimostrare vizi della motivazione talmente radicali da rendere incomprensibile l'itinerario logico-giuridico del giudice.

Massime di principio

  • Avverso un'ordinanza di riesame la Corte di Cassazione ammette il ricorso solo per violazione di legge (art. 325 c.p.p.); le critiche che riguardano la valutazione degli elementi di fatto o mere carenze motivazionali, se non radicali, sono inammissibili.
  • In caso di sequestro di denaro contante, per contrastare l'assunto di origine illecita è importante produrre documentazione probatoria chiara e tradotta (es. buste paga estere tradotte, movimenti bancari, ricevute di donazioni), altrimenti tali documenti possono essere esclusi dalla valutazione.
  • Legami familiari con soggetti appartenenti a organizzazioni criminali possono costituire elementi indiziari rilevanti in una valutazione d'insieme; per smentirli occorre fornire elementi concreti che spezzino il nesso indiziario (prove di indipendenza economica, documentazione di entrate lecite annotate e tradotte, spiegazioni plausibili sulla destinazione del denaro).
  • La sproporzione tra somma detenuta in contanti e capacità di reddito/dichiarata della famiglia è un elemento valutato dal giudice: occorre quindi dimostrare la capacità di risparmio o la provenienza lecita attraverso documentazione coerente e completa.
  • Per far valere carenze di motivazione in cassazione occorre dimostrare un vizio di legge o una motivazione così carente da essere inesistente o incoerente (error in procedendo o iudicando), non si basta con mere osservazioni critiche o documentazione non adeguatamente formale (es. senza traduzioni).
  • Quando si contesta un'aggravante (es. agevolazione mafiosa) è utile indicare espressamente perché la relazione tra l'indagato e i membri del clan non è significativa o produrre elementi che dimostrino l'assenza di rapporti economici o di beneficio riconducibili all'organizzazione.

Testo integrale

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