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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10578/2023 del 13/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto che aveva confermato il diniego di ammissione dell'azienda al controllo giudiziario "su domanda" (art.34‑bis co.6 d.lgs. n.159/2011), lamentando: errata applicazione di legge e motivazione apparente; che la prefettizia interdittiva non impedisce di per sé l'accesso al controllo giudiziario; che il condizionamento sarebbe solo occasionale e non stabile; che la Corte territoriale si è basata principalmente sul vincolo di parentela dei soci con un esponente del clan, senza fornire riscontri probatori dell'effettiva ingerenza o della perdurante agevolazione dell'organizzazione criminale

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte: ha rigettato il primo motivo ma accolto il secondo e il terzo, censurando la motivazione della Corte d'Appello che aveva ritenuto il 'condizionamento stabile' sulla sola base della relazione parentale e della precedente interdittiva. La Cassazione ha richiamato i criteri interpretativi delle Sez. Un. (sent. Ricchiuto 2019) e ha stabilito che per l'ammissione al controllo volontario devono essere valutati: a) esistenza di una relazione tra impresa e soggetti pericolosi; b) occasionalità (non perdurante) dell'agevolazione; c) prognosi favorevole sulla efficacia del controllo giudiziario nel riallineamento dell'attività a condizioni di legalità. La decisione è stata annullata e rinviata al Tribunale delle misure di prevenzione per nuovo esame, con indicazione che, in caso di accoglimento dell'impugnazione, l'applicazione del controllo deve essere disposta in primo grado dal Tribunale

Norme richiamate

  • d.lgs. n.159 del 2011, art.34‑bis comma 6

    Disciplina il controllo giudiziario delle aziende su domanda; il giudice deve verificare la sussistenza dei presupposti e la prognosi favorevole al riallineamento aziendale; non è automaticamente precluso dall'esistenza di una interdittiva prefettizia

  • d.lgs. n.159 del 2011, art.34

    Prevede l'amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche come misura alternativa più incisiva rispetto al controllo; lettura coordinata con art.34‑bis per graduare l'intervento preventivo

  • legge n.161 del 2017 (modifiche al sistema delle misure di prevenzione)

    Ha ampliato gli strumenti patrimoniali e di controllo (amministrazione e controllo giudiziario) per contrastare la contaminazione mafiosa dell'impresa, prevedendo un sistema coordinato e graduato di misure

  • art.84 cod. antimafia (informazione antimafia interdittiva)

    Consente l'adozione da parte dell'autorità amministrativa di un'informazione interdittiva quando sussiste tentativo di infiltrazione; tale provvedimento amministrativo non è però intangibile nella valutazione giudiziale circa l'ammissione al controllo su domanda

  • art.67 cod. ant. (effetti delle misure di prevenzione)

    "i divieti e le decadenze ... operano anche nei confronti di conviventi o di imprese di cui la persona sottoposta alla misura ... determini in qualsiasi modo scelte e indirizzi"

    Stabilisce le ricadute inibitorie anche su soggetti legati al portatore di pericolosità se quest'ultimo 'determina in qualsiasi modo' scelte e indirizzi; tuttavia la determinazione dell'influenza richiede procedura e accertamenti specifici (art.68)

  • art.68 cod. ant. (procedura per accertare l'influenza)

    Prevede la procedura contraddittoria per accertare l'influenza del soggetto pericoloso su terzi o su imprese, richiedendo dati concreti; soccorre la necessità di prove specifiche per estendere gli effetti di una misura

  • Sezioni Unite, sent. Ricchiuto (n.46898/2019)

    l'accertamento ... deve porre attenzione sulle concrete possibilità che la singola realtà aziendale ha o meno di compiere fruttuosamente il cammino verso il riallineamento con il contesto economico sano

    La verifica giudiziale circa l'ammissione al controllo volontario è prognostica: occorre valutare utilità ed efficacia dello strumento richiesto, non limitarsi a fotografare lo stato attuale; il giudice non è vincolato in modo intangibile alla valutazione amministrativa

Massime di principio

  • La sola relazione di parentela tra soci/gestori e soggetti ritenuti pericolosi non è di per sé prova sufficiente di un 'condizionamento stabile' dell'impresa: occorrono elementi concreti di influenza o ingerenza nelle scelte aziendali
  • L'esistenza di una informazione antimafia interdittiva prefettizia non rende automaticamente inammissibile la domanda di controllo giudiziario: il giudice deve svolgere una valutazione autonoma e prognostica sull'efficacia del controllo per il riallineamento
  • Per ammettere il controllo giudiziario su domanda il Tribunale deve accertare almeno tre presupposti: relazione impresa‑soggetti pericolosi; occasionalità (non perdurante) dell'agevolazione; prognosi favorevole che il controllo possa prevenire/inibire le infiltrazioni
  • La motivazione del diniego deve fondarsi su riscontri probatori e non su congetture o massime d'esperienza postulate senza verifica: decisioni basate solo su vincoli familiari rischiano annullamento
  • Se il giudice di secondo grado revoca il diniego, l'applicazione del controllo giudiziario dovrà essere normalmente disposta e gestita dal Tribunale di primo grado, che ha la competenza funzionale a seguire l'evoluzione dinamica della misura
  • In ipotesi dubbie il Tribunale può graduare l'intervento (amministrazione giudiziaria vs controllo) in base alla diversa intensità della relazione e alla finalità di recupero o di recisione del nesso tra persona e beni

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