Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 22/12/2023 n. 35911 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Avviso di accertamento IMU per 2012 relativo a 44 particelle, per complessivi €1.619.314,87, ritenute aree fabbricabili (zona D3 o assimilate) e valorizzate a €78,21/mq. Buzzi impugnava la qualificazione urbanistica (molte particelle formalmente in zona E agricola), la quantificazione del valore, la legittimazione della concessionaria, la doppia imposizione, l'applicazione delle sanzioni e la mancata applicazione del cumulo giuridico per violazioni pluriennali. La CTR rigettava l'appello confermando la tassabilità delle aree sulla base dell'inserimento nel piano regionale delle attività estrattive e delle autorizzazioni estrattive; riconosceva l'assimilazione ad aree fabbricabili e l'applicabilità del valore venale, nonché l'applicazione delle sanzioni anno per anno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso di Buzzi: ha respinto diversi motivi (mancanza di potere del concessionario, qualificazione come aree fabbricabili quando sussistono elementi indicativi come inserimento nel PRAE e autorizzazioni estrattive, questioni di pertinenza), ma ha accolto i motivi n. 4, 6, 8 e 9. In concreto la Corte ha cassato la sentenza della CTR in relazione a: (i) insufficiente motivazione e omissione di valutazione dei criteri di determinazione del valore ex art. 5, comma 5 D.Lgs. 504/1992 (mot. 4) e omissione di pronuncia sul valore attribuito per alcune particelle (mot. 6); (ii) applicazione errata delle sanzioni (va considerata l'assorbenza: prevale la sanzione per omessa dichiarazione e non deve essere applicata anche quella per omesso versamento nelle modalità operate) (mot. 8); (iii) mancata applicazione del cumulo giuridico/continuazione per pluriennali violazioni (mot. 9). La Cassazione ha rinviato la causa alla CTR Lazio in diversa composizione per nuovi accertamenti sulla determinazione del valore venale delle aree secondo i parametri di legge, per rideterminare l'imposta e le sanzioni (applicando il cumulo giuridico e rettificando l'errore sulle sanzioni), oltre a regolare le spese di causa.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (ICI) art. 2

    lett. b) e disposizioni correlate

    Definisce area fabbricabile includendo sia la destinazione urbanistica sia le "possibilità effettive di edificazione"; la Corte conferma che la potenzialità edificatoria (anche risultante dall'inserimento nel piano estrattivo o dalle autorizzazioni) può far qualificare il terreno come fabbricabile ai fini IMU, escludendo la qualificazione agricola quando mancano i requisiti soggettivi/oggettivi per l'esenzione

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 art. 5, comma 5

    Per le aree fabbricabili il valore imponibile è il valore venale al 1° gennaio dell'anno di imposizione e deve essere determinato avendo riguardo a zona territoriale, indice di edificabilità, destinazione d'uso consentita, oneri per adattamento del terreno, prezzi medi di mercato; questi criteri sono tassativi e vanno concretamente verificati dal giudice di merito

  • D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36 (interpretazione autentica)

    Ha fornito interpretazione autentica su qualifica di edificabilità ai fini tributari; Corte ricorda che l'interpretazione autentica incide ma lascia ferma la possibilità di qualificare edificabilità anche sulla base delle possibilità effettive di costruzione

  • D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 / D.Lgs. 23/2011 / norme IMU

    Norme che raccordano disciplina ICI con IMU: principi di qualificazione delle aree e criteri di determinazione del valore devono essere applicati anche nell'ambito IMU

  • D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 artt. 52 e 59

    Riguarda la potestà dei Comuni e la possibilità di affidare a terzi l'attività di accertamento e riscossione; la Corte afferma che il contratto di concessione costituisce titolo per la legittimazione del concessionario ad agire e che la delibera comunale è atto conoscibile

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 12, comma 5

    Introduce il principio del cumulo giuridico per violazioni pluriennali (continuazione attenuata); la Corte ricorda che, se l'Amministrazione non ha applicato il cumulo, è il giudice che deve provvedere a rideterminare la sanzione unica

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 art. 10 e art. 14

    Disciplina l'obbligo di dichiarazione degli immobili e la graduazione delle sanzioni; la Corte interpreta che la sanzione massima è prevista quando omessa dichiarazione è accompagnata da omesso versamento integrale e che va evitata la duplicazione di sanzioni quando l'una assorbe l'altra

  • Codice di Procedura Civile, art. 112, art. 360, art. 384, art. 384, comma 2 e art. 378

    Art.112 (omessa pronuncia) e art.360 (censura per cassazione) sono stati richiamati: la Corte può integrare la motivazione (art.384) se il motivo non esaminato è infondato; omissioni rilevanti possono giustificare cassazione o integrazione

Massime di principio

  • Aree inserite in un piano regionale delle attività estrattive o soggette ad autorizzazioni estrattive possono essere fiscalmente qualificate come aree fabbricabili anche se il PRG le classifica come agricole: rileva la potenzialità edificatoria e l'avvio della procedura di trasformazione urbanistica
  • La determinazione del valore imponibile per aree fabbricabili deve seguire i criteri tassativi dell'art.5, comma 5 D.Lgs.504/1992 (zona, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri di adattamento, prezzi di mercato); il giudice di merito deve motivare il confronto con tali parametri
  • Le delibere comunali che determinano valori sono presunzioni utilizzabili dall'ente e soddisfano in genere il requisito motivazionale dell'accertamento, ma non escludono la necessità di verifica dei parametri di legge e non sono vincolanti se la prova contraria è fornita dal contribuente
  • La legittimazione del concessionario a notificare avvisi di accertamento può essere dimostrata tramite contratto di concessione e la delibera comunale di affidamento è atto conoscibile; il contribuente deve specificare le ragioni dell'illegittimità se vuole contestare il potere
  • La qualificazione di aree come pertinenze è gravata da onere probatorio a carico del contribuente e richiede prova rigorosa della destinazione durevole e della impossibilità di diversa destinazione senza radicale trasformazione
  • In caso di più anni di violazioni analoghe occorre verificare il regime della continuazione: il cumulo giuridico (art.12, comma 5 D.Lgs.472/1997) può determinare un'unica sanzione complessiva aumentata secondo i parametri di legge
  • Sulle sanzioni, quando sussiste omessa dichiarazione e conseguente omesso versamento, la graduazione sanzionatoria prevista dalla norma deve essere rispettata e va evitata la duplicazione di sanzioni (assorbimento/precedenza della fattispecie più grave ove previsto)
  • Sul piano procedurale, la Corte può correggere o integrare la motivazione della sentenza impugnata se il motivo omesso è infondato; se invece l'omissione riguarda questioni decisive e di fatto occorrono nuovi accertamenti, la sentenza va cassata e rinviata

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.