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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2936/2022 del 26/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che confermava il sequestro preventivo disposto dal G.I.P. nei confronti del Buccino. Oggetto del sequestro: complessivi euro 375.000,00, 8 orologi Rolex con scatole e certificati e ulteriori euro 2.310,00 in beauty case, ritenuti profitto del reato di ricettazione. Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 321, 240, 241-bis e 648 c.p., lamentava carenza e contraddittoriet� della motivazione, assenza di un concreto quadro indiziario e mancato rispetto dell'onere motivazionale da parte del Tribunale e del G.I.P., nonch� laconica e insufficiente valutazione del fumus commissi delicti e delle risultanze investigative.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo generico e aspecifico, volto a sindacare il merito della motivazione piuttosto che a denunciare una violazione di legge rilevante ai sensi dell'art. 325 cod. proc. pen. La Corte ha ritenuto invece che il Tribunale del riesame avesse fornito una motivazione ampia, analitica e priva di aporie, valutando elementi quali l'ingente somma di denaro, le modalit� particolari di occultamento, la disponibilit� di beni di pregio senza documentazione di acquisto, l'incompatibilit� tra disponibilit� patrimoniale e situazione reddituale e i contesti di frequentazione del ricorrente. Sulla scorta di tali elementi il Tribunale aveva legittimamente ritenuto sussistente il fumus commissi delicti per la ricettazione e quindi la legittimit� del sequestro preventivo. In conseguenza il ricorrente � stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. pen.

    Richiamata dal ricorrente come norma violata; la Corte non ha ritenuto la doglianza specifica o sufficientemente motivata e non ha rilevato violazioni della norma esposte nel ricorso.

  • art. 240 cod. pen.

    Citato nel motivo di ricorso insieme ad altre norme penali; la Corte non ha ritenuto che la sua invocazione fosse specificamente dimostrata o che comportasse una illegittimit� della motivazione del Tribunale.

  • art. 241-bis cod. pen.

    Segnalato nel gravame, ma non valorizzato dalla Corte come violato in modo tale da rendere il ricorso ammissibile; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato l'operato in sede di riesame.

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    La Corte conferma l'applicazione interpretativa del Tribunale secondo cui il possesso di ingenti somme di denaro e di beni di valore senza plausibile giustificazione pu� integrare, anche in via indiziaria, il fumus del reato di ricettazione.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Interpretato dalla Corte nel senso che il sindacato di legittimit� sulle ordinanze di riesame in Cassazione � limitato alla verifica di violazioni di legge come la mancanza assoluta di motivazione o la motivazione meramente apparente; non � ammesso un riesame meramente censore del giudizio di merito.

  • art. 23 del d.l. n. 137 del 2020

    Riferimento procedurale utilizzato per le conclusioni della Procura Generale; non incide sul merito del ricorso che la Corte dichiara inammissibile.

  • normativa antiriciclaggio (richiamo generico)

    Richiamata dal Tribunale come parametro di valutazione delle modalit� di occultamento e della anomalia di detenzione di ingenti somme in contanti: la Corte condivide che il luogo e le modalit� di occultamento, unitamente ai limiti normativi alla detenzione di contante, possono contribuire a far ritenere la provenienza illecita del denaro.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione limita il suo controllo sulle ordinanze del riesame a questioni di legittimit� e motivazione estrema; non pu� sostituirsi al giudice di merito per una rivalutazione dei fatti salvo mancanza assoluta o apparente della motivazione.
  • Per il sequestro preventivo di beni di presunta provenienza illecita � sufficiente il fumus commissi delicti, cio� l'esistenza di indizi concreti che rendano verosimile la commissione del reato, senza bisogno dell'accertamento pieno della responsabilit� penale.
  • Il possesso di ingenti somme di denaro o di beni di grande valore, occultati con modalit� significative e senza idonea documentazione o giustificazione reddituale, costituisce elemento indiziario pregnante a favore della ricostruzione di provenienza illecita e giustifica misure cautelari patrimoniali.
  • Nel ricorso in Cassazione occorre formulare censure specifiche e ben circostanziate di violazione di legge o di carenza motivazionale assoluta; deduzioni generiche o rielaborazioni del merito giurisprudenziale sono inammissibili.
  • Il giudice di merito deve motivare in modo puntuale il collegamento tra gli elementi probatori raccolti e la ricostruzione accusatoria; la motivazione che affronta analiticamente le obiezioni della difesa riduce le possibilit� di successo del ricorso per cassazione.

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