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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16430/2024 del 19/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico ministero ha impugnato l'annullamento della misura cautelare (capo A: partecipazione ad organizzazione eversivo-terroristica, art. 270-bis c.p.) sostenendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza della gravità indiziaria. Il ricorrente ha rilevato che l'ordinanza del Tribunale del Riesame non avrebbe valutato correttamente gli elementi probatori (pubblicazione del periodico "Bezmotivny - Senza motivo" con contributi di Alfredo Cospito, ruoli organizzativi di Vatteroni nella redazione, contatti con soggetti esteri per traduzioni e diffusione, campagne di solidarietà e presunto proselitismo/reclutamento di giovani) e non avrebbe riconosciuto un "contatto qualificato" con i componenti noti dell'organizzazione FAI/FRI, tale da integrare il reato associativo.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo privo di specificità ai sensi degli artt. 581 e 591 c.p.p. perché il PM ha cumulato denunce di inosservanza di legge e vizi motivazionali senza indicare con precisione le parti della motivazione censurate. Inoltre ha giudicato il motivo manifestamente infondato: il ricorrente proponeva una mera rivalutazione in fatto degli elementi istruttori, senza confutare i passaggi logici del Tribunale del Riesame. La Corte ha condiviso l'orientamento del Tribunale che distingue tra adesione ideologica/apologia/propaganda (inalterata penalmente ai fini dell'associazione) e la partecipazione effettiva all'associazione terroristica, che richiede, anche in sede cautelare, l'esistenza di un "contatto qualificato" operativo con il nucleo dell'organizzazione. Pertanto è stato confermato l'annullamento della misura rispetto al capo A e il ricorso del PM è stato respinto per inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 414 cod. pen.

    artt. 414 comma primo n.1 commi terzo e quarto

    Rilevata la distinzione tra attività di istigazione/apologia (che può integrare singoli reati di apologia/istigazione) e partecipazione all'associazione; gli atti di propaganda/apologia possono costituire elemento indiziario ma non automaticamente la partecipazione associativa senza ulteriore contatto qualificato.

  • art. 270-bis cod. pen.

    art. 270 bis comma secondo

    Il reato di associazione con finalità di terrorismo è reato di pericolo presunto; tuttavia, anche in sede cautelare, la partecipazione richiede che l'azione del singolo si innesti nella struttura organizzata, cioè un contatto operativo o un legame concreto ("contatto qualificato") con il nucleo centrale o con esponenti noti della organizzazione.

  • art. 110 e art. 278 cod. pen.

    Gli articoli sono richiamati per la contestazione di offesa all'onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (pubblicazione sul periodico). La Corte non entra nel merito della contestazione ma menziona la tipologia di reato contestato (capo C).

  • art. 581 e art. 591 cod. proc. pen.

    art. 581, comma primo e 591 comma primo lett. c) c.p.p.

    Richiedono specificità del motivo di ricorso per cassazione; il ricorrente deve indicare con precisione i profili di illegittimità o di vizio motivazionale, altrimenti il ricorso è inammissibile per a-specificità.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Indica i vizi della motivazione appellabili in Cassazione (mancanza, contraddittorietà, manifesta illogicità). La Corte sottolinea che tali vizi sono distinti e non cumulabili indifferenziatamente: il ricorrente deve specificare quale vizio deduce.

  • 41-bis O.P. (regime carcerario speciale)

    menzione del regime penitenziario di cui all'art. 41-bis O.P.

    Richiamato nel contesto delle campagne di solidarietà a favore di detenuti sottoposti al 41-bis; è un elemento fattuale citato dal PM ma non decisivo, salvo prova di contatti qualificati con l'organizzazione.

Massime di principio

  • La semplice produzione o diffusione di materiale propagandistico o di articoli firmati da esponenti noti di gruppi eversivi non equivale automaticamente a partecipazione all'associazione terroristica: occorre valutare se esistano contatti operativi concreti e volontà di inserirsi nella struttura organizzata ("contatto qualificato").
  • In sede cautelare per configurare l'art. 270-bis è necessario più della mera adesione ideologica o della propaganda: elementi come supporto logistico concreto, ruoli operativi, finanziamento, contatti diretti ripetuti con esponenti noti o attività di indottrinamento rivolte a terzi possono orientare verso la configurabilità dell'associazione.
  • Le impugnazioni in Cassazione devono contenere motivi specifici e puntuali: la denuncia generica di violazione di legge o vizi motivazionali cumulati comporta l'inammissibilità del ricorso.
  • La valutazione della gravità indiziaria resta essenzialmente di merito: il giudice di legittimità non può sostituirsi al riesame degli elementi quando il ricorrente offre una rivalutazione critica priva di specificità.
  • Condotte quali traduzione e diffusione internazionale del materiale, collegamenti esteri o attività di reclutamento giovanile aggravano il quadro probatorio solo se dimostrano un legame operativo concreto con l'organizzazione; altrimenti restano elementi indiziari da valutare nel loro complesso.

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