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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22381/2026 del 17/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza riguarda un imputato ritenuto responsabile, nei gradi di merito conformi, del reato previsto dall'art. 116, comma 15, del codice della strada, in relazione alla guida senza patente con recidiva nel biennio. Con il primo motivo di ricorso la difesa ha contestato l'insussistenza della fattispecie di reato, sostenendo in sostanza che non fosse stata provata in modo adeguato la definitività della precedente violazione rilevante ai fini della recidiva. Con il secondo motivo ha censurato il trattamento sanzionatorio, lamentando l'eccessività della pena, poco superiore al minimo edittale, e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il primo motivo, osservando che, secondo l'orientamento consolidato richiamato, per dimostrare la recidiva nel biennio ai fini dell'esclusione della depenalizzazione della guida senza patente non è necessario un accertamento documentale della definitività della precedente violazione, essendo sufficiente un minimo di prova, non contrastato da elementi contrari allegati dalla difesa. Ha poi ritenuto inammissibile il secondo motivo perché la determinazione della pena e il diniego delle attenuanti generiche erano sorretti da motivazione congrua, e in cassazione non è consentita una nuova valutazione della congruità della pena se non in presenza di manifesta illogicità o arbitrio. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 116, comma 15, cod. strada

    La recidiva nel biennio per la guida senza patente può essere integrata sulla base di un minimo di prova della precedente contestazione, anche senza prova documentale della sua definitività, se la difesa non allega elementi contrari.

  • art. 62-bis c.p.

    Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche può essere legittimamente fondato sull'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato; lo stato di incensuratezza, da solo, non è sufficiente.

Massime di principio

  • In tema di guida senza patente, ai fini della recidiva nel biennio rilevante per evitare la depenalizzazione, non è necessaria la prova documentale della definitività della precedente violazione: è sufficiente un apprezzabile supporto probatorio della pregressa contestazione, se non smentito da elementi contrari.
  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile la censura che, sotto la veste del vizio motivazionale o della sproporzione della pena, miri a una nuova valutazione della congruità del trattamento sanzionatorio quando la pena sia stata determinata entro limiti non arbitrari e con motivazione non illogica.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo quando il giudice dia conto dell'assenza di elementi di segno positivo; non è sufficiente invocare il solo stato di incensuratezza.
  • La contestazione della recidiva nel biennio non può essere utilmente accolta se la difesa non introduce specifici elementi idonei a mettere in discussione la precedente contestazione posta a base dell'accertamento.

Come è indicizzato

MaterieFuga e omissione di soccorsoImpugnazioni
RamiReati stradaliProcesso penale
IstitutiOnere della prova

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