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Ordinanza

Ordinanza n. 258/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600842

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, deducendo vizi di legittimità non ulteriormente specificati nell'ordinanza. In sede cautelare, il Tribunale ha ritenuto assistito da sufficiente fumus boni iuris il motivo relativo al difetto di motivazione, poiché il diniego non aveva considerato i legami familiari del ricorrente, nonostante questi fossero stati rappresentati nella memoria procedimentale. È stato inoltre dedotto e ritenuto sussistente il periculum in mora in ragione delle conseguenze derivanti dal diniego di rinnovo del titolo di soggiorno.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare non mediante la sospensione tout court del diniego, ma imponendo alla Questura il riesame del provvedimento impugnato entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa dell'ordinanza, con obbligo di comunicare l'esito al ricorrente, al difensore e al TAR. La misura è stata ritenuta idonea a tutelare le esigenze cautelari in presenza di un difetto di motivazione concernente l'omessa considerazione dei legami familiari già rappresentati nel procedimento. La trattazione del merito è stata fissata a udienza pubblica. Le spese della fase cautelare sono state compensate, essendo impregiudicata la decisione sul merito.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora; la tutela è stata accordata mediante una misura propulsiva di riesame.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il difetto di motivazione può fondare il fumus boni iuris quando il provvedimento di diniego ometta di considerare elementi rilevanti rappresentati dall'interessato nel procedimento, quali i legami familiari del richiedente il rinnovo del permesso di soggiorno.
  • Quando il vizio motivazionale richiede una nuova valutazione amministrativa, il giudice può accordare la tutela cautelare mediante l'ordine di riesame entro un termine determinato, anziché disporre la sospensione automatica degli effetti dell'atto.
  • Nel procedimento relativo al rinnovo del permesso di soggiorno, i legami familiari dedotti nella memoria procedimentale costituiscono elementi che l'amministrazione deve esaminare e considerare nella motivazione del diniego.
  • Il periculum in mora può essere ravvisato nelle conseguenze pregiudizievoli derivanti dal diniego di rinnovo del permesso di soggiorno.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimentoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieLegami familiari e radicamento
IstitutiDifetto di motivazioneTutela cautelarePartecipazione procedimentale

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