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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36394/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto la concessione di misure alternative alla detenzione (affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare o semilibertà). Il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze ha dichiarato l'istanza inammissibile perché il condannato, non detenuto, non aveva effettuato la dichiarazione o elezione di domicilio contestualmente alla domanda, come previsto dall'art. 677, comma 2‑bis c.p.p. Il difensore ha impugnato sostenendo contraddittorietà del provvedimento (poiché risultava un domicilio eletto nello studio del difensore in altra sede), l'illegittimità dell'inammissibilità de plano e la non equiparabilità tra mancata indicazione del domicilio e irreperibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che l'obbligo, a pena di inammissibilità, di indicare o eleggere domicilio contestualmente alla domanda di misura alternativa rientra nelle condizioni di legge e va interpretato in senso tassativo. Ha ritenuto irrilevante la precedente elezione di domicilio in un diverso procedimento di cognizione ai fini dell'istanza di sorveglianza e ha ritenuto legittimo il procedimento de plano adottato dal Presidente del Tribunale di sorveglianza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 677 cod. proc. pen., comma 2‑bis

    l'obbligo, a pena di inammissibilità, per il condannato non detenuto di fare la dichiarazione o elezione di domicilio con la domanda con la quale chiede una misura alternativa alla detenzione o altro provvedimento attribuito dalla legge alla magistratura di sorveglianza

    La Corte ha ritenuto tale adempimento tassativo: l'assenza della dichiarazione o elezione di domicilio nella domanda determina l'inammissibilità dell'istanza di misure alternative. Una precedente elezione di domicilio in altro procedimento non supplisce a tale obbligo.

  • art. 666 cod. proc. pen., comma 2

    Il procedimento di sorveglianza può prevedere la verifica de plano delle condizioni di legge; pertanto il Presidente può dichiarare l'inammissibilità senza ulteriore istruttoria quando manca il requisito formale previsto dall'art. 677, comma 2‑bis.

  • artt. 666 e 667 cod. proc. pen.

    Il procedimento davanti alla magistratura di sorveglianza è disciplinato, in via generale, dalle disposizioni dell'esecuzione (art. 666 e 667), con possibilità di applicare, nei casi previsti, il procedimento de plano per la verifica delle condizioni di legge.

  • art. 656 cod. proc. pen., comma sesto

    In giurisprudenza è richiamato il principio secondo cui la richiesta di misura alternativa deve essere corredata, a pena di inammissibilità, dalla dichiarazione o elezione di domicilio anche se la domanda è presentata dal difensore; l'eccezione è per il condannato latitante o irreperibile.

Massime di principio

  • La dichiarazione o elezione di domicilio contestuale alla domanda di misura alternativa è un requisito di legge tassativo: la sua mancanza determina inammissibilità.
  • Una precedente elezione di domicilio in un diverso procedimento (es. fase di cognizione) non sostituisce l'obbligo di indicare/eleggere il domicilio nella domanda presentata alla magistratura di sorveglianza.
  • Il presidente del Tribunale di sorveglianza può dichiarare l'inammissibilità de plano quando manca il requisito formale previsto dall'art. 677, comma 2‑bis, in attuazione del procedimento di cui all'art. 666 c.p.p.
  • L'eccezione alla regola riguarda il condannato latitante o irreperibile: in tali casi il principio di tassatività non si applica.
  • Per evitare il rigetto per inammissibilità, il difensore deve assicurarsi che l'istanza contenga la dichiarazione/e elezione di domicilio del condannato non detenuto, ovvero predisporre la comparizione in udienza per indicare il domicilio.
  • La giurisprudenza è consolidata su questa interpretazione; pertanto, in situazioni analoghe è rischioso contare su interpretazioni più flessibili senza elementi che dimostrino l'irreperibilità o altre ragioni eccezionali.

Testo integrale

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