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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18560/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il motivo di ricorso e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo che l'azione penale non può proseguire per difetto di querela. In sostanza la condanna confermata in appello è stata cancellata per improcedibilità del reato in assenza della querela della persona offesa, alla luce della modifica normativa intervenuta.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per il reato di furto (artt. 56, 624, 625 n.2 c.p.) commesso il 18/04/2016 in danno del negozio "Coin", deducendo l'improcedibilità dell'azione penale per mancanza di querela della persona offesa. La Corte di legittimità, esaminando il fascicolo, ha riscontrato l'assenza di querela in atti e ha ritenuto rilevante la modifica legislativa introdotta dalla cosiddetta riforma "Cartabia" (d.lgs. 150/2022) che ha mutato il regime di procedibilità del furto.

Norme richiamate

  • d.lgs. 150/2022 (riforma "Cartabia"), art. 2 comma 19

    ha modificato il comma 3 dell'art. 624 c.p.

    La modifica ha cambiato il regime di procedibilità del furto, rendendo il delitto procedibile a querela della persona offesa salvo che non ricorrano particolari circostanze aggravanti che escludono la necessità della querela.

  • art. 624 c.p. (furto)

    "Il delitto è punibile a querela della persona offesa"

    Dopo la modifica legislativa, il furto è in linea di principio procedibile solo a querela della persona offesa; pertanto, in assenza di querela, l'azione penale è improcedibile salvo l'esistenza di aggravanti specifiche che mantengono la perseguibilità d'ufficio.

  • art. 625 c.p. (circostanze aggravanti del furto)

    Le circostanze aggravanti elencate in questo articolo possono, se ritenute "peculiari" dalla normativa o dalla giurisprudenza, far venir meno il requisito della querela rendendo il reato perseguibile d'ufficio; nel caso di specie la Corte ha ritenuto che tali circostanze non ricorressero.

  • art. 56 c.p. (tentativo)

    Richiamato quale fattispecie correlata (tentativo), ma non rilevante ai fini della questione di procedibilità legata alla querela; la decisione si fonda sulla disciplina del furto.

Massime di principio

  • Quando una fattispecie di furto è qualificata dalla legge come "procedibile a querela della persona offesa", l'assenza di querela rende l'azione penale improcedibile e può determinare l'annullamento della sentenza anche in sede di Cassazione.
  • La riforma normativa intervenuta (d.lgs. 150/2022) modifica il regime di procedibilità: bisogna verificare sempre se, per il periodo e il fatto contestato, la nuova disciplina si applica ai procedimenti pendenti.
  • Se sussistono circostanze aggravanti specificamente indicate come escludenti la necessità della querela (ossia che rendono il reato perseguibile d'ufficio), l'azione può proseguire anche senza querela; pertanto l'accertamento della natura e dell'effetto delle aggravanti è cruciale.
  • In sede di controllo documentale (es. Cassazione) l'assenza in atti della querela della persona offesa è decisiva quando la norma rende il reato procedibile a querela; il pubblico ministero o la parte civile devono dimostrare la presenza della querela negli atti processuali.
  • Per casi analoghi: verificare tempestivamente la presenza della querela nei termini previsti, valutare l'applicabilità temporale della riforma al singolo procedimento e accertare se ricorrano aggravanti che rendano il reato perseguibile d'ufficio.

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