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Sentenza

Sentenza del 16/02/2018 n. 736 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Accertamento di utili non contabilizzati - Reddito di capitale - Presunzione distribuzione utili pro quota

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’accertamento riguarda utili o ricavi non contabilizzati da una società di capitali con una compagine sociale ristretta. Secondo l’orientamento richiamato della Cassazione, la ristrettezza della base azionaria consente di presumere, salvo prova contraria, che gli utili extracontabili siano stati conosciuti e distribuiti ai soci in proporzione alla rispettiva partecipazione. Si presume inoltre che la distribuzione sia avvenuta nello stesso periodo d’imposta nel quale gli utili sono stati conseguiti dalla società.

La decisione

La presunzione di distribuzione pro quota degli utili extracontabili è stata ritenuta applicabile nei confronti dei soci, con imputazione degli stessi come reddito di capitale nel medesimo periodo d’imposta dell’accertamento societario. Il socio può superare la presunzione fornendo una prova concreta, specifica e documentata della mancata percezione degli utili o dell’impossibilità della loro distribuzione; la mera negazione non è normalmente sufficiente.

Norme richiamate

  • Sentenza della Corte di cassazione n. 9519/2009

    Presunzione di attribuzione pro quota ai soci degli utili non contabilizzati accertati in capo alla società.

    Nelle società di capitali a ristretta base azionaria, l’accertamento di utili extracontabili consente di presumere la loro distribuzione ai soci in proporzione alle partecipazioni, salvo prova contraria.

  • Sentenza della Corte di cassazione n. 13223/2009

    La distribuzione dei maggiori utili deve presumersi avvenuta nello stesso periodo d’imposta in cui gli utili sono stati conseguiti.

    La presunzione riguarda non solo l’attribuzione pro quota, ma anche la collocazione temporale della distribuzione, riferita allo stesso periodo d’imposta in cui la società ha conseguito gli utili accertati.

Massime di principio

  • In una società con pochi soci o con una base azionaria particolarmente ristretta, gli utili extracontabili accertati in capo alla società possono essere imputati presuntivamente ai soci come reddito di capitale.
  • La presunzione opera normalmente in proporzione alle quote di partecipazione, salvo che l’Amministrazione finanziaria o il contribuente dimostrino una diversa effettiva attribuzione.
  • Si presume che gli utili siano stati distribuiti nello stesso anno in cui sono stati conseguiti dalla società, anche se non risultano formalmente distribuiti nei bilanci.
  • Il socio che contesta l’imputazione deve fornire una prova concreta e documentata della mancata distribuzione o percezione degli utili; la semplice contestazione dell’accertamento societario o la mera dichiarazione di non aver ricevuto somme può non essere sufficiente.
  • La presunzione non è assoluta: può essere superata dimostrando, ad esempio, l’assenza di disponibilità finanziarie, l’effettivo reinvestimento delle somme, l’uscita del socio dalla compagine sociale o altre circostanze incompatibili con la distribuzione.

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