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Sentenza

Sentenza n. 308/2026 - Perugia, Sezione 1

per l’annullamento - dell’ordinanza di demolizione e remissione in pristino n. 54 del 19 marzo 2025 emessa dal Comune di Gubbio; - del parere della Soprintendenza del 25 novembre 2024 prot. n. 58776; - del parere della Commissione Comunale per la qualità architettonica e il paesaggio nella seduta del 17 dicembre 2024; - in quanto occorra e per quanto di ragione dell’ordinanza del settore territorio ambiente del Comune di Gubbio di sospensione lavori n. 301 del 29/10/2024; - di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque conseguenziale;

Giustizia amministrativa202500258

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Umbria, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e remissione in pristino di opere edilizie ricadenti in area vincolata, unitamente ai pareri paesaggistici presupposti e all'ordinanza di sospensione dei lavori

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione e remissione in pristino, nonché il parere della Soprintendenza, il parere della Commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio e, per quanto occorrente, l'ordinanza di sospensione dei lavori. Dal testo non risultano specificamente esposti i motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio il ricorrente ha comunicato che il Comune, con determinazione del 10 giugno 2026, ha approvato espressamente la SCIA in sanatoria, riconoscendo la doppia conformità delle opere, l'avvenuto pagamento della sanzione pecuniaria, la piena regolarizzazione e l'effetto sanante, nonché la definitiva perdita di efficacia e decadenza dell'ordinanza di demolizione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che la successiva approvazione della SCIA in sanatoria e il riconoscimento dell'effetto sanante hanno fatto venir meno l'interesse del ricorrente alla decisione sull'impugnazione dell'ordinanza di demolizione e degli atti presupposti. Le spese di giudizio sono state compensate, anche in considerazione della posizione processuale dell'amministrazione resistente, che non si è opposta alla compensazione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando, nel corso del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione; nel caso concreto, la sopravvenuta sanatoria delle opere e la perdita di efficacia dell'ordinanza di demolizione hanno determinato tale esito.

Massime di principio

  • La sopravvenuta approvazione di una SCIA in sanatoria, accompagnata dal riconoscimento della doppia conformità delle opere e dell'effetto sanante, determina il venir meno dell'interesse alla decisione sul ricorso diretto contro l'ordinanza di demolizione relativa alle medesime opere, quando l'amministrazione dichiari altresì la perdita di efficacia dell'ordinanza.
  • Quando, nel corso del giudizio, l'atto impugnato perde efficacia per effetto di un successivo provvedimento amministrativo che regolarizza la situazione sostanziale controversa, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutorizzazione paesaggisticaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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