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Sentenza

Sentenza n. 4047/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’accertamento e declaratoria. previa tutela cautelare, dell’obbligo di provvedere alla fissazione di un appuntamento volto alla formalizzazione della domanda di visto di ingresso per motivi di studio, relativamente al silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia ad Islamabad con riferimento alla domanda di attivazione della procedura di rilascio del visto di ingresso per motivi di studio, a seguito della manifestazione della volontà di richiedere il predetto visto; con ordine all’Ambasciata d’Italia ad Islamabad, in via cautelare monocratica, di provvedere alla fissazione di un appuntamento all’uopo in un termine utile a consentire al ricorrente di iniziare la regolare frequenza del corso universitario, che prenderà avvio il 1° ottobre 2025.

Giustizia amministrativa202511060

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio dell'Ambasciata d'Italia ad Islamabad sulla richiesta di fissazione di un appuntamento per formalizzare la domanda di visto d'ingresso per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha agito ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro l'inerzia dell'Ambasciata d'Italia ad Islamabad, deducendo di avere presentato il 10 settembre 2025 una richiesta di attivazione della procedura per il rilascio di un visto d'ingresso per motivi di studio, dopo essersi preiscritto all'Università degli Studi della Tuscia, senza riuscire a ottenere un appuntamento presso la sede diplomatica. Ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio e l'ordine all'amministrazione di fissare un appuntamento in tempo utile per l'inizio del corso universitario, previsto per il 1° ottobre 2025, previa tutela cautelare. Il Ministero si è costituito eccependo l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, in quanto nelle more era stato fissato l'appuntamento.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che nelle more del giudizio l'appuntamento presso l'Ambasciata è stato effettivamente concesso, come risultante dalla documentazione depositata dalla difesa erariale e non specificamente contestata dal ricorrente. L'interessato ha quindi conseguito il risultato concretamente perseguito con l'istanza a provvedere: essere posto in condizione di formalizzare e inoltrare la domanda di visto, dopo la preiscrizione universitaria. Il giudice non ha esaminato nel merito l'illegittimità dell'inerzia né ha impartito un ulteriore ordine propulsivo. Le spese sono state compensate, in considerazione dell'elevato flusso di domande affrontato dall'Ambasciata in Pakistan e dell'ingente contenzioso analogo pendente davanti al TAR.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    per l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia

    L'azione contro il silenzio è stata utilizzata per ottenere una pronuncia sull'inerzia dell'amministrazione e l'ordine di provvedere; il giudizio è stato definito senza esame del merito perché l'appuntamento richiesto è stato successivamente concesso.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell'ambito della definizione del giudizio; dal testo non emerge una specifica interpretazione ulteriore della disposizione.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, quando nelle more l'amministrazione adotta una condotta che soddisfa integralmente il risultato concretamente perseguito dal ricorrente, viene meno l'interesse alla decisione e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, senza necessità di accertare nel merito l'illegittimità dell'inerzia.
  • La concessione di un appuntamento presso una sede diplomatica, quando tale appuntamento costituiva l'oggetto della richiesta amministrativa e il presupposto per formalizzare la domanda di visto, soddisfa l'obbligo di provvedere rilevante ai fini del giudizio sul silenzio, anche se non equivale ancora al rilascio del visto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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