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Ordinanza

Ordinanza n. 60/2026 - Lecce, Sezione 3

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca -OMISSIS- 12-12- 2025 notificato al ricorrente a mezzo pec in data 12/12/2025 con il quale l'Agenzia resistente ha provveduto a revocare la licenza di esercizio n. -OMISSIS-, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguenziale del provvedimento di revoca -OMISSIS- 12-12-2025

Giustizia amministrativa202600008

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca della licenza di esercizio di un impianto di distribuzione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha revocato la licenza di esercizio, deducendo implicitamente l’illegittimità dell’atto e chiedendo la tutela cautelare. Il giudice ha rilevato che, a un sommario esame, risultava documentalmente cessato il contratto di comodato relativo all’impianto a decorrere dal 19 agosto 2025. È stata inoltre considerata solo eventuale e condizionata la possibilità che il ricorrente diventasse contitolare dei diritti e dei rapporti giuridici relativi all’impianto, in attesa dell’esito di un giudizio civile pendente dinanzi al Tribunale di Lecce. Infine, è emerso che il ricorrente aveva restituito la licenza di esercizio all’amministrazione con nota depositata il 12 gennaio 2026.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare, ritenendo insussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora. Quanto al fumus, la cessazione documentata del contratto di comodato faceva venir meno, allo stato, i presupposti per l’esercizio dell’impianto ai sensi dell’art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 504/1995; la posizione del ricorrente rispetto alla titolarità dell’impianto risultava inoltre eventuale e subordinata all’esito del giudizio civile pendente. Quanto al periculum, la restituzione della licenza rendeva comunque non ravvisabile un pregiudizio cautelare attuale nei termini prospettati. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 63, comma 1, d.lgs. n. 504/1995

    La cessazione del contratto di comodato è stata ritenuta idonea a determinare il venir meno dei presupposti per l’esercizio dell’impianto di distribuzione.

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda cautelare incidentale e della relativa valutazione giudiziale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la documentata cessazione del titolo contrattuale che legittimava la disponibilità e l’esercizio di un impianto può escludere il fumus boni iuris della domanda di sospensione del provvedimento amministrativo che incide sulla relativa licenza.
  • La mera possibilità di acquisire in futuro la contitolarità dei diritti e dei rapporti giuridici relativi a un impianto, subordinata all’esito di un giudizio civile pendente, non integra allo stato una posizione sufficientemente attuale per fondare il fumus cautelare.
  • La restituzione volontaria della licenza di esercizio all’amministrazione è elemento rilevante nella valutazione dell’attualità e concretezza del periculum in mora.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaInvalidità del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàOnere della prova e principio dispositivo

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