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Sentenza

Sentenza n. 10807/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento di rigetto emesso dalla Ambasciata italiana in Bangladesh, Dhaka, in data 16.10.2023, della richiesta di rilascio di visto di ingresso per motivi di studio, presentata dal sig. Rasheduzzaman Syed;

Giustizia amministrativa202316613

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto di ingresso per motivi di studio emesso dall'Ambasciata italiana a Dhaka il 16 ottobre 2023

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per motivi di studio, richiesto per frequentare il corso biennale di Data Science presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II negli anni accademici 2023/2024 e 2024/2025. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito l'inammissibilità del ricorso per omessa notifica della procura unitamente al ricorso e ne hanno chiesto il rigetto nel merito. Il ricorrente aveva rinunciato alla decisione sull'istanza cautelare. Nel corso del giudizio, il TAR ha rilevato d'ufficio che l'anno accademico 2023/2024 era ormai concluso, rendendo impossibile l'immatricolazione a tale corso, e ha prospettato alle parti l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Poiché l'anno accademico 2023/2024 cui si riferiva la preiscrizione era definitivamente concluso, l'eventuale annullamento del diniego non avrebbe più procurato al ricorrente alcuna utilità concreta. Il Collegio ha inoltre rilevato che il ricorrente non aveva manifestato un interesse risarcitorio, sicché non sussistevano i presupposti per accertare l'illegittimità dell'atto ai sensi dell'art. 34, comma 3, c.p.a. L'eccezione di inammissibilità sollevata dalle amministrazioni non è stata esaminata perché assorbita dall'improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 3, c.p.a.

    Quando, nel corso del giudizio, l'annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il giudice accerta l'illegittimità dell'atto se sussiste l'interesse ai fini risarcitori

    L'accertamento dell'illegittimità dell'atto può sostituire l'annullamento non più utile soltanto quando permane un interesse ai fini risarcitori; in mancanza di tale interesse, il ricorso diviene improcedibile.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Prima di decidere sulla questione rilevata d'ufficio, il giudice deve darne avviso alle parti, consentendo il contraddittorio sul possibile profilo di improcedibilità.

Massime di principio

  • Quando, nelle more del giudizio di annullamento, viene meno la concreta utilità che il ricorrente potrebbe conseguire dall'eliminazione dell'atto impugnato, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La conclusione del periodo accademico cui si riferisce un diniego di visto per studio elimina l'interesse all'annullamento del diniego, se non è più possibile l'immatricolazione al corso e non è stata prospettata una diversa utilità concreta.
  • Quando l'annullamento non è più utile, il giudice può accertare l'illegittimità dell'atto ai sensi dell'art. 34, comma 3, c.p.a. solo se il ricorrente conserva un interesse ai fini risarcitori; in mancanza, deve dichiarare l'improcedibilità.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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