Cassazione Civile, Ordinanza n. 04761/2024 del 22/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
L'Ufficio aveva accertato, per l'anno d'imposta 2010, un maggior reddito ai fini IRES e IRAP nei confronti di una società ritenuta non operativa ex art. 30 L. n. 724/1994. La CTP aveva respinto il ricorso della società e la CTR aveva confermato. In Cassazione la società ha proposto cinque motivi: (1) invocazione del giudicato esterno derivante da sentenze rese tra le stesse parti per gli anni 2007 e 2008, che avrebbero escluso la natura non operativa; (2) violazione dell'art. 30 L. n. 724/1994 e del giudicato, perché la CTR avrebbe fondato la non operatività su fatti risalenti ad annualità anteriori e già coperti da giudicato; (3) ulteriore richiamo al giudicato esterno, sostenendo che le decisioni pregresse avevano valorizzato la congiuntura sfavorevole quale giustificazione della mancata applicazione del parametro normativo; (4) travisamento della prova documentale e violazione delle regole sulla valutazione della prova, per avere la CTR erroneamente ritenuto che il sequestro di un capannone non escludesse la possibilità di utilizzo; (5) omessa pronuncia ed errore nell'interpretazione del motivo di appello, in relazione al provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 14 febbraio 2008 e alle cause di disapplicazione della disciplina delle società non operative, comprese le ipotesi di sequestro penale e di precedente accoglimento dell'istanza di disapplicazione.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili i motivi sul giudicato esterno, perché il relativo titolo era stato dedotto per la prima volta in cassazione e, comunque, perché l'operatività della società è un elemento variabile da anno a anno e non beneficia automaticamente dell'efficacia estensiva del giudicato formato su annualità precedenti. Ha poi ritenuto infondato il motivo sul preteso travisamento della prova, osservando che il verbale di sequestro non dimostrava un divieto assoluto di utilizzo del bene e che la censura non era decisiva. Infine ha dichiarato inammissibile il motivo sulle cause di disapplicazione previste dal provvedimento direttoriale, perché le singole ipotesi sono autonome, richiedono allegazioni e accertamenti distinti e devono essere specificamente dedotte sin dal primo atto utile, cosa non avvenuta. La società è stata condannata alle spese di lite e, per quanto emerge dal dispositivo, sono stati posti i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 30 L. n. 724 del 1994
La disciplina delle società non operative opera come presunzione antielusiva, superabile solo in presenza di oggettive situazioni che rendano impossibile il conseguimento dei ricavi o consentano la disapplicazione secondo le ipotesi individuate dal provvedimento direttoriale.
art. 2909 c.c.
Il giudicato fa stato tra le parti, ma non può essere dedotto per la prima volta in cassazione se non risulta già dal giudizio di merito; inoltre non si estende automaticamente ad annualità d'imposta diverse quando il fatto accertato è variabile nel tempo.
art. 112 c.p.c.
La censura di omessa pronuncia richiede che il profilo sia stato effettivamente devoluto al giudice di merito; non è configurabile quando la questione sia stata prospettata in modo diverso o solo implicitamente.
art. 115 c.p.c.
La violazione è denunciabile solo se il giudice ha deciso sulla base di prove inesistenti o radicalmente incongruenti e l'errore è decisivo, cioè tale che senza di esso la decisione sarebbe certamente diversa.
art. 116 c.p.c.
La dedotta falsa valutazione della prova richiede la dimostrazione di un effettivo travisamento decisivo del materiale probatorio.
art. 132 c.p.c.
Il vizio motivazionale o di motivazione apparente non è ravvisato quando la decisione espone una ratio comprensibile e sorretta da argomentazioni autonome.
art. 118 disp. att. c.p.c.
Richiamato insieme alle norme sulla motivazione della sentenza, senza un'autonoma ratio decisoria distinta.
art. 2697 c.c.
La ripartizione dell'onere della prova non viene alterata: chi invoca l'esclusione della presunzione di non operatività deve allegare e provare le specifiche circostanze ostative.
art. 342 c.p.c.
I motivi di appello devono essere specifici; il giudice non può pronunciarsi su profili non chiaramente devoluti.
artt. 53-62 d.lgs. n. 546 del 1992
Richiamati come norme sul contenuto e sulla devoluzione dell'appello nel processo tributario, in collegamento alla necessità di specifica deduzione delle questioni.
art. 370 c.p.c.
Il termine per il controricorso è stato ritenuto tempestivamente rispettato in ragione della sospensione prevista dalla normativa speciale.
art. 6, comma 11, d.l. n. 119 del 2018 conv. in L. n. 136 del 2018
Per le controversie definibili sono sospesi per nove mesi i termini di impugnazione e di deposito del controricorso in Cassazione ricadenti nel periodo indicato.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
Il rigetto del ricorso comporta i presupposti processuali per il raddoppio del contributo unificato.
Massime di principio
- Il giudicato esterno in materia tributaria può essere fatto valere in cassazione solo se il relativo fatto risulta già allegato e coltivato nel giudizio di merito; non è consentita la deduzione per la prima volta nel giudizio di legittimità.
- Nei tributi periodici il giudicato su un'annualità fa stato per le annualità successive solo per fatti aventi efficacia permanente o pluriennale; non si estende automaticamente a elementi fattuali variabili di anno in anno, come l'operatività di una società.
- La qualifica di società non operativa è una situazione suscettibile di mutare con il tempo, sicché il suo accertamento o il suo esclusivo superamento in una certa annualità non vincola di per sé altre annualità.
- La prova del travisamento della prova in cassazione richiede un errore percettivo decisivo e non una semplice diversa lettura del documento o una critica a una sola delle argomentazioni della sentenza di merito.
- Le cause di disapplicazione della disciplina antielusiva devono essere dedotte in modo specifico e corrispondere a una precisa fattispecie normativa o amministrativa; non è sufficiente richiamare genericamente altre circostanze o atti relativi ad anni diversi.
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