Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4167/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la riparazione per la custodia cautelare subita nell'ambito di un procedimento per reati associativi e di traffico di stupefacenti, dai quali è stato definitivamente assolto. Denunciava violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 314 c.p.p., sostenendo che la Corte territoriale non aveva valutato specificamente e concretamente i suoi comportamenti che avrebbero potuto indurre in errore il GIP né il nesso causale tra tali comportamenti e l'emissione della misura; lamentava inoltre che la scelta di non rispondere all'interrogatorio di garanzia non poteva integrare automaticamente la condizione ostativa della colpa grave.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello, quale giudice della riparazione, avesse valutato correttamente e con autonomia i fatti e le prove (conversazioni captate, frequentazioni con soggetti condannati nello stesso procedimento e la mancata fornitura di spiegazioni agli inquirenti) e che tali elementi dimostravano una condotta colposa, idonea in via oggettiva a contribuire all'adozione della misura cautelare. Perciò è stata esclusa la riparazione e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    La norma disciplina la riparazione per ingiusta detenzione; la Corte ha applicato il principio secondo cui l'indennizzo è escluso se la detenzione è stata causata, anche in sinergia con un errore dell'autorità, da dolo o colpa grave del detenuto intesa in senso oggettivo

  • Giurisprudenza - Sez. 4, n. 9212 del 13/11/2013 (Maltese)

    Richiamata per il principio che il giudice della riparazione valuta autonomamente, ex ante e su base logico-motivazionale, se la condotta del detenuto possa aver creato la falsa apparenza di configurabilità di un reato, senza coincidere con l'accertamento penale

  • Giurisprudenza - Sez. U, n. 43 del 13/12/1995 (Sarnataro ed altri)

    Richiamata per affermare l'autonomia del giudizio di riparazione rispetto al processo penale e la possibilità di valutare il materiale probatorio al fine di accertare l'esistenza di cause che escludano il diritto alla riparazione

  • Giurisprudenza - Sez. 4, n. 49613 del 19/10/2018 (B)

    Richiamata per il principio secondo cui, nei reati associativi, comportamenti percepibili come indicativi di contiguità al sodalizio criminoso possono integrare la colpa grave ostativa all'indennizzo

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione compie una valutazione autonoma ed "ex ante" rispetto al giudizio penale: non valuta la responsabilità penale, ma se la condotta dell'individuo abbia oggettivamente contribuito, anche in sinergia con un errore dell'autorità, a creare la falsa apparenza di illiceità
  • La "colpa grave" che esclude l'indennizzo è valutata in termini oggettivi (parametro id quod plerumque accidit) e riguarda comportamenti macroscopicamente negligenti o imprudenti che potevano ragionevolmente comportare l'intervento coercitivo dell'autorità
  • Frequentazioni con soggetti inseriti in contesti criminosi e conversazioni captate, se ritenute significative dal giudice, possono costituire elementi sufficienti a escludere il diritto alla riparazione, anche se non emergono profili di responsabilità penale a carico del ricorrente
  • La mancata collaborazione o la scelta di non fornire spiegazioni agli inquirenti (es. rifiuto di rispondere all'interrogatorio) può aggravare la valutazione in sede di riparazione se contribuisce a rendere le circostanze percepibili come indicative di collegamento con reati
  • Per resistere con successo in un ricorso di riparazione è utile dimostrare concretamente l'assenza di qualsiasi nesso causale o di prevedibilità oggettiva tra i propri comportamenti e la misura cautelare, producendo elementi che spieghino o giustifichino le frequentazioni o i contatti contestati
  • La valutazione del giudice della riparazione è fondata sull'insieme degli elementi probatori disponibili: la mera contestazione astratta dell'assenza di analisi non è sufficiente se il percorso logico-motivazionale del giudice territoriale è coerente e adeguatamente motivato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.