Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43558/2022 del 16/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna in Cassazione l'ordinanza del tribunale del riesame di Latina che aveva dichiarato inammissibile il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo impeditivo emesso dal GIP il 9 novembre 2021. Il sequestro era riferito ad immobili ritenuti occupati sine titulo dagli indagati. Di Bari sostiene che l'indagato ha sempre diritto al riesame e richiama l'art. 322 c.p.p.; contesta l'interpretazione che le nega l'interesse ad impugnare per mancanza di titolo alla restituzione dei beni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse ad impugnare. Ha confermato che, secondo la consolidata giurisprudenza, l'indagato non titolare del bene oggetto di sequestro può chiedere il riesame solo se vanti un interesse concreto e attuale corrispondente all'obiettivo processuale (in particolare l'interesse alla restituzione del bene a seguito del dissequestro). È onere di chi impugna dedurre e documentare tale interesse, ai sensi degli artt. 568 co. 4 e 581 co. 1 lett. d) c.p.p., indicando il titolo o gli elementi di fatto che colleghino il ricorrente alla cosa sequestrata. Nel caso di specie la ricorrente non ha provato di avere alcun titolo (mancata assegnazione da parte dell'A.T.E.R.), quindi il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen.

    Indica uno dei reati per cui la ricorrente era indagata; contestualizza il procedimento penale a causa dell'occupazione degli immobili.

  • art. 639 cod. pen.

    Altro reato contestato all'indagata, riferito al quadro di ritenuta illiceità dell'occupazione che giustifica il sequestro preventivo.

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla ricorrente per sostenere il diritto al riesame; la Corte osserva però che l'esercizio del rimedio non esclude il requisito dell'interesse concreto all'impugnazione.

  • art. 568 comma 4 cod. proc. pen.

    Stabilisce l'onere di chi impugna di dedurre la sussistenza dell'interesse ad impugnare; richiamata per motivare l'inammissibilità se l'interesse non è provato.

  • art. 581 comma 1 lett. d) cod. proc. pen.

    Prevede gli elementi che devono essere indicati nell'impugnazione; utilizzata per sottolineare l'obbligo di specificare le ragioni di diritto e i fatti che collegano il ricorrente alla cosa sequestrata.

Massime di principio

  • Il mero status di indagato non garantisce automaticamente interesse legittimo ad impugnare un sequestro preventivo: l'interesse deve essere concreto, attuale e corrispondente all'obiettivo della impugnazione (in particolare la restituzione del bene).
  • Chi non è titolare formale del bene sottoposto a sequestro (ad es. non è proprietario né beneficiario di un'assegnazione) deve dimostrare la propria relazione giuridica o fattuale con la cosa (titolo, contratto, atto di assegnazione, effettiva disponibilità) per avere legittimazione ad impugnare.
  • È onere dell'impugnante indicare espressamente nelle deduzioni le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono il rapporto con il bene sequestrato; la mancanza di tali elementi comporta inammissibilità.
  • L'invocazione generale di un diritto al riesame (es. riferimenti a norme che tutelano il diritto di impugnazione) non è sufficiente a superare il requisito dell'interesse concreto richiesto dalla giurisprudenza.
  • In casi di occupazione 'sine titulo' l'opzione difensiva più efficace è produrre documentazione che attesti un titolo (assegnazione, contratto, provvedimento amministrativo) o elementi probatori che giustifichino la richiesta di restituzione del bene; senza ciò il ricorso è esposto a rigetto e a condanna per spese e sanzioni.
  • Prima di proporre riesame avverso un sequestro preventivo, valutare e documentare attentamente la titolarità o altra posizione giuridica in relazione al bene e citare la giurisprudenza pertinente che riconosce la legittimazione anche al non proprietario quando esista un interesse concreto.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.