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Sentenza

Sentenza n. 228/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento dirigenziale senza protocollo del 31.12.2020 (poi conosciuto dalla ricorrente) con cui l'A.c. di Fasano ha definito in senso denegativo per la ricorrente il procedimento dalla stessa Albachiara s.r.l. attivato (con istanza del 20.7.2020) per essere autorizzata al mantenimento delle opere di cui al permesso n. 63/'20 anche «nel periodo invernale fino al rilascio del permesso stagionale anche per la prossima stagione febbraio-ottobre 2021»; - ove occorra, della p.e.c. del 4.1.2021 con cui l'A.c. ha trasmesso alla ricorrente il predetto provvedimento del 31.12.2020; - ove occorra, della nota comunale prot. n. 12453 del 6.3.2020 (menzionata nel predetto provvedimento, ma ignota alla ricorrente: donde le qui formulate istanza istruttoria e riserva di motivi aggiunti all'esito della relativa conoscenza); - ove occorra, della delibera C.c. n. 25/'11; - nonché di ogni altro atto a essi presupposto, consequenziale o comunque connesso, ancorché non conosciuto, in quanto lesivo.

Giustizia amministrativa202100179

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento dirigenziale comunale del 31 dicembre 2020, trasmesso il 4 gennaio 2021, recante diniego dell'autorizzazione al mantenimento invernale di opere assentite con permesso n. 63/2020 fino al rilascio del permesso stagionale per la stagione 2021

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune aveva definito negativamente l'istanza del 20 luglio 2020, volta a ottenere l'autorizzazione al mantenimento delle opere di cui al permesso n. 63/2020 anche durante il periodo invernale e fino al rilascio del permesso stagionale per la stagione febbraio-ottobre 2021. Sono stati inoltre impugnati, ove occorrenti, la comunicazione del provvedimento, una nota comunale richiamata nell'atto e una delibera consiliare indicata quale atto presupposto, con riserva di motivi aggiunti previa conoscenza della nota. Il Comune si è costituito chiedendo il rigetto. La ricorrente ha successivamente dichiarato, con atto del 30 dicembre 2025, la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito i motivi di illegittimità dedotti, poiché la ricorrente aveva espressamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione. Il Collegio ha richiamato il principio dispositivo, in base al quale il giudice non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire né procedere d'ufficio all'esame del merito contro la volontà espressa della ricorrente. Le spese di lite sono state compensate per ragioni equitative.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non ne esplicita una specifica applicazione decisoria.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare il merito della controversia.
  • In applicazione del principio dispositivo, il giudice amministrativo non può sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire e deve rispettare la volontà processuale della parte che abbia dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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