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Circolare

Circolare n. 5/E del 10/03/2014

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare definisce nuove linee guida per razionalizzare i controlli sui rimborsi IVA, distinguendo le istruttorie in base al livello di rischio dell’istanza. L’obiettivo è velocizzare i rimborsi a basso rischio, concentrare le risorse sulle posizioni più rischiose, ridurre gli oneri documentali per i contribuenti e garantire uniformità di comportamento degli uffici sul territorio nazionale. La metodologia si fonda sull’applicazione informatica "Analisi del rischio IVA", che elabora un risk score e propone una classificazione in tre fasce: alto, medio e basso rischio.

Indirizzi operativi per l’attività istruttoria sui rimborsi IVA in base al livello di rischio

Indirizzi operativi per l’attività istruttoria sui rimborsi IVA in ragione del livello di rischio

La circolare definisce un nuovo modello di gestione delle istanze di rimborso IVA basato sulla valutazione del rischio, con l’obiettivo di accelerare i pagamenti, concentrare i controlli sulle posizioni più delicate e ridurre gli adempimenti documentali a carico dei contribuenti. Il documento si inserisce nel contesto della crisi di liquidità delle imprese e richiama gli interventi normativi e amministrativi già avviati per rendere più tempestiva la restituzione dei crediti fiscali.

Contesto e finalità dell’intervento

L’Amministrazione evidenzia che la congiuntura economica ha determinato una diffusa tensione finanziaria per le imprese, con possibili riflessi anche sull’occupazione. In tale scenario, la rapida liquidazione dei crediti verso le pubbliche amministrazioni viene considerata prioritaria. Sul piano normativo viene richiamato il decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, che ha introdotto disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione e ha incrementato le risorse destinate ai rimborsi delle imposte, compresi quelli IVA.

La circolare sottolinea che, sul piano operativo, nel 2013 le misure adottate hanno consentito di raggiungere gli obiettivi programmati. Per il 2014 si intende proseguire e rafforzare l’azione amministrativa, in modo da liberare in tempi brevi risorse utili a sostenere il sistema economico.

Razionalizzazione dell’attività istruttoria sui rimborsi IVA

L’elemento centrale della circolare è il superamento di un approccio uniforme nella verifica delle istanze di rimborso IVA. In precedenza, l’attività istruttoria svolta dagli uffici era sostanzialmente la stessa per tutte le richieste, indipendentemente dall’importo o dal profilo di affidabilità fiscale del contribuente.

La nuova impostazione richiede invece di graduare le verifiche in funzione della rischiosità dell’operazione, così da:

  • dedicare le risorse disponibili ai controlli sulle posizioni più rischiose;
  • velocizzare l’erogazione dei rimborsi a basso rischio;
  • ridurre gli oneri amministrativi per i contribuenti;
  • standardizzare il numero e il tipo di documenti richiesti;
  • garantire uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale.

La circolare riguarda i rimborsi IVA richiesti sia con la dichiarazione annuale sia mediante modello IVA TR.

L’applicazione "Analisi del rischio IVA" e il risk score

La valutazione della rischiosità si basa sull’applicazione informatica denominata "Analisi del rischio IVA", che elabora una proposta di livello di rischio per ciascuna richiesta di rimborso utilizzando le informazioni già presenti nei sistemi informativi dell’Agenzia delle Entrate.

Gli uffici possono comunque rettificare il livello di rischio proposto quando dispongano di elementi non rilevabili automaticamente o di informazioni derivanti dalla conoscenza specifica del contribuente o del territorio di riferimento. In sostanza, l’algoritmo non sostituisce del tutto la valutazione dell’ufficio, ma la supporta.

I parametri predefiniti considerati per la determinazione del risk score sono:

  • continuità aziendale;
  • tipologia di attività svolta;
  • natura giuridica del contribuente;
  • regolarità delle dichiarazioni e dei versamenti in un arco temporale definito;
  • assenza di accertamenti e verifiche in un arco temporale definito;
  • assenza di carichi pendenti;
  • coerenza degli importi richiesti a rimborso e dei presupposti in un arco temporale definito;
  • assenza di frodi e violazioni penali tributarie;
  • conoscenza del soggetto da parte dell’ufficio, in quanto fisiologicamente a credito.

Classi di rischio e conseguenze operative

L’analisi dei parametri sopra indicati consente di classificare le istanze in tre fasce di rischio: alto, medio e basso. Tale classificazione serve a modulare l’istruttoria, con particolare attenzione alla documentazione da richiedere e alla tempistica dei controlli rispetto alla fase di pagamento.

In particolare, per le richieste con livello di rischio più elevato sono previsti controlli più stringenti, mentre per quelle a basso rischio la liquidazione può avvenire senza subordinare il pagamento all’espletamento di tutti i controlli ordinari.

Ordine di liquidazione e ambito soggettivo

Resta fermo il principio della liquidazione dei rimborsi secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze, in base all’articolo 7-bis del decreto-legge 23 settembre 1994, n. 547, convertito dalla legge 22 novembre 1994, n. 644.

La metodologia di analisi del rischio non si applica alle imprese di più rilevante dimensione, poiché tali soggetti sono già interessati dall’attività di "tutoraggio" prevista dall’articolo 27 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

Controlli documentali e criteri di selezione

Gli uffici devono richiedere esclusivamente la documentazione strettamente necessaria allo svolgimento dell’istruttoria, evitando richieste eccedenti o relative a documenti già in possesso dell’Agenzia delle Entrate o di altre pubbliche amministrazioni.

La quantità e la profondità dei controlli devono essere proporzionate al livello di rischio attribuito alla pratica. Pertanto:

  • a rischio più elevato corrispondono richieste documentali più ampie e verifiche più incisive;
  • a rischio più basso corrispondono istruttorie semplificate e meno onerose;
  • i controlli devono essere calibrati anche in base ai presupposti specifici del rimborso.

La circolare preannuncia infine che verranno emanate indicazioni più dettagliate sull’utilizzo dell’applicazione "Analisi del rischio IVA" e sulla documentazione da acquisire, così da assicurare uniformità applicativa tra gli uffici.

Punti principali

Contesto e finalità

La circolare si colloca nel quadro della crisi di liquidità delle imprese e della necessità di accelerare la liquidazione dei crediti fiscali, in particolare dei rimborsi IVA. Viene richiamato il decreto-legge n. 35 del 2013, che ha incrementato le risorse per i rimborsi delle imposte, e si ribadisce l’esigenza di proseguire nel 2014 le azioni amministrative già avviate nel 2013 per liberare rapidamente risorse a sostegno del sistema produttivo.

Razionalizzazione dell’attività istruttoria

Gli uffici non devono trattare tutte le istanze di rimborso IVA con lo stesso livello di approfondimento, ma graduare i controlli in base alla pericolosità dell’operazione. La circolare introduce quindi criteri operativi per l’istruttoria dei rimborsi richiesti sia in dichiarazione annuale sia con modello IVA TR, con tre elementi cardine: elaborazione automatizzata del livello di rischio, riduzione e standardizzazione della documentazione richiesta, e modulazione dei controlli preliminari al pagamento.

Applicazione "Analisi del rischio IVA" e classificazione del rischio

Il livello di rischio viene proposto dall’applicazione informatica "Analisi del rischio IVA", che utilizza informazioni già presenti nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate. Gli uffici possono rettificare il risk score sulla base di elementi non rilevabili automaticamente, anche in considerazione della conoscenza del contribuente o del territorio. I parametri predefiniti considerati includono continuità aziendale, tipologia di attività, natura giuridica, regolarità di dichiarazioni e versamenti, assenza di accertamenti e verifiche, assenza di carichi pendenti, coerenza degli importi richiesti e dei presupposti, assenza di frodi e violazioni penali tributarie, nonché la conoscenza del soggetto da parte dell’ufficio come soggetto fisiologicamente a credito.

Effetti della classificazione in fasce di rischio

La valutazione degli elementi di rischio serve a suddividere i rimborsi in classi di rischio alto, medio e basso. In base a tale classificazione cambiano sia la documentazione da richiedere al contribuente sia la tempistica e l’intensità delle verifiche prima del pagamento. Per i rimborsi a basso rischio è previsto un percorso più rapido, mentre per quelli ad alto rischio sono richiesti controlli più stringenti.

Ordine cronologico e limiti applicativi

Resta fermo il principio della liquidazione dei rimborsi secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze, ai sensi dell’articolo 7-bis del decreto-legge 23 settembre 1994, n. 547, convertito dalla legge 22 novembre 1994, n. 644. L’analisi del rischio non si applica ai rimborsi richiesti dalle imprese di più rilevante dimensione, già soggette all’attività di tutoraggio prevista dall’articolo 27 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

Documentazione e controlli

Gli uffici devono richiedere solo la documentazione strettamente necessaria all’istruttoria, evitando richieste superflue o di documenti già in possesso dell’Agenzia delle Entrate o di altre pubbliche amministrazioni. La quantità e la tipologia dei controlli devono aumentare con il crescere del rischio attribuito alla richiesta. La circolare annuncia inoltre che verranno fornite specifiche istruzioni operative sull’uso dell’applicazione e sui documenti da richiedere, per assicurare uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale.

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