Cassazione Penale, Sentenza n. 19789/2024 del 20/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto di competenza sulla gestione di un incidente di esecuzione (istanza ex art. 671 cod. proc. pen.) presentata nell'interesse di Francesco Musicco per la riunione in executivis di più pronunce di condanna. La Corte di appello di Bari e il Tribunale di Ancona avevano entrambi declinato la propria competenza, ritenendo competente l'altro giudice in base alla valutazione di quale pronuncia fosse divenuta irrevocabile per ultima alla data della domanda.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha attribuito la competenza alla Corte di appello di Bari. Motivazione: la sentenza della Corte di appello di Bari del 03/12/2020 era l'ultima divenuta irrevocabile alla data di deposito dell'istanza (domanda pervenuta il 26/10/2022, con istanza datata 16/09/2022), pertanto ai sensi della disciplina sull'esecuzione di plurimi provvedimenti la competenza funzionale spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento passato in giudicato alla data della domanda. La Corte ha inoltre chiarito che non assume rilievo l'annotazione del casellario giudiziale se difforme rispetto alla reale situazione di fatto e che il successivo passaggio in cosa giudicata di altre pronunce non muta la competenza determinata al momento della presentazione dell'istanza. Gli atti sono stati trasmessi alla Corte di appello di Bari.
Norme richiamate
art. 671 cod. proc. pen.
Norma di riferimento per l'istanza proposta dall'interessato volta alla riunione in executivis di più pronunce di condanna; la domanda ex articolo 671 è il fatto generatorio dell'incidente di esecuzione e determina il momento rispetto al quale va valutata la competenza
art. 665, comma 4, cod. proc. pen.
Stabilisce che, quando l'esecuzione riguarda una pluralità di provvedimenti emessi da giudici diversi, la competenza funzionale spetta al giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo; la Corte ha applicato questa regola avendo riguardo al momento della presentazione della domanda
principi giurisprudenziali: perpetuatio jurisdictionis e unitarietà dell'esecuzione
La competenza così determinata è assoluta, inderogabile e rilevabile d'ufficio; va valutata in base alla situazione di fatto esistente al momento del deposito della domanda (non sulla base di annotazioni eventualmente difformi del casellario) e garantisce l'unicità dell'esecuzione anche quando le pronunce sui diversi imputati abbiano avuto esiti diversi
Massime di principio
- La competenza per la riunione in executivis di più sentenze si determina in base al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento passato in giudicato alla data della presentazione della domanda; bisogna fare riferimento alla situazione reale e temporale, non agli eventuali ritardi o difformità di annotazione nel casellario giudiziale
- Il momento rilevante per la determinazione della competenza è la data di deposito della domanda (o di presentazione), e successivi passaggi in cosa giudicata di altre sentenze non spostano la competenza già acquisita (principio della perpetuatio jurisdictionis)
- Se due giudici rifiutano entrambi di provvedere invocando la competenza dell'altro, il conflitto negativo è ammissibile e va risolto dalla Corte regolatrice; la stasi processuale così determinata richiede l'intervento della Corte di Cassazione
- La competenza in materia di esecuzione è di carattere funzionale e assoluto: può essere eccepita d'ufficio e non può essere modificata da successivi eventi processuali intervenuti dopo la domanda
- In presenza di sentenze emesse da corti diverse che incidono sulla stessa persona, deve sempre considerarsi il principio di unitarietà dell'esecuzione, ossia l'esigenza di centralizzare la gestione dell'esecuzione presso il giudice competente secondo la regola dell'ultimo provvedimento irrevocabile
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