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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21777/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 2 dicembre 2024. Il primo motivo deduce violazione di legge in relazione all'art. 131-bis c.p., sostenendo la particolare tenuità del fatto; la Corte lo reputa generico e meramente ripetitivo, osservando che i giudici di merito avevano già esaminato e disatteso tali argomenti con motivazione logica e giuridicamente corretta, valorizzando la gravità del reato e l'abitualità della condotta desunta da precedenti specifici. Il secondo motivo lamenta vizi motivazionali in relazione all'art. 20-bis c.p. e alla mancata applicazione delle pene sostitutive delle pene detentive brevi; la Corte lo ritiene manifestamente infondato, affermando che, nella disciplina transitoria di cui all'art. 95 d.lgs. n. 150/2022, il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi sulle nuove pene sostitutive solo se l'imputato ne faccia richiesta, richiesta che nel caso di specie non risulta formulata, neppure in udienza di discussione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione conferma indirettamente la statuizione di merito già resa in appello, respingendo entrambe le censure: la prima perché generica e reiterativa rispetto all'appello, la seconda perché infondata alla luce della disciplina transitoria sulle pene sostitutive e della mancata istanza dell'imputato.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto non può essere riconosciuta se i giudici di merito hanno motivatamente escluso la sussistenza dei relativi presupposti, valorizzando gravità del reato e abitualità della condotta.

  • art. 20-bis c.p.

    Le pene sostitutive delle pene detentive brevi richiedono, nella fase transitoria, una specifica richiesta dell'imputato perché il giudice di appello debba pronunciarsi sulla loro applicabilità.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Nel regime transitorio della riforma Cartabia, l'esame delle nuove pene sostitutive in appello è subordinato alla richiesta dell'imputato, formulabile anche in udienza ma comunque prima della decisione.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, è inammissibile il motivo di ricorso che si limiti a riprodurre censure già dedotte in appello senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione di merito.
  • Il riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. può essere escluso ove la motivazione di merito valorizzi in modo non illogico la gravità del fatto e la abitualità della condotta, specie in presenza di precedenti specifici.
  • Nel regime transitorio delle pene sostitutive introdotte dalla riforma, il giudice d'appello non è tenuto a pronunciarsi d'ufficio sulla loro applicazione se l'imputato non ne abbia fatto espressa richiesta.
  • La richiesta di applicazione delle pene sostitutive può essere formulata anche nel corso dell'udienza di discussione in appello, ma deve intervenire prima della decisione.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàPene e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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