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Sentenza

Sentenza n. 4437/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 494/2025 emessa dal tribunale di Pavia in funzione di Giudice del Lavoro depositata il 19 settembre 2025.

Giustizia amministrativa202602178

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inadempimento del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Pavia, in funzione di giudice del lavoro, che aveva riconosciuto la Carta del docente per gli anni scolastici 2019/2020-2022/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza n. 494/2025 del Tribunale di Pavia, notificata al Ministero il 26 settembre 2025 e passata in giudicato, che aveva condannato il Ministero a riconoscerle la Carta del docente per 500 euro annui negli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi 2.000 euro. Ha dedotto che l’Amministrazione non aveva dato esecuzione al giudicato. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma; l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso dalla notifica della sentenza il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996. Nel merito lo ha accolto: la documentazione comprovava il credito riconosciuto dal giudicato e il Ministero non aveva dedotto di aver adempiuto. Ha dichiarato l’inottemperanza e ordinato al Ministero di accreditare entro 90 giorni dalla notifica della sentenza 2.000 euro, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati per lo stesso titolo. Per l’ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attivabile su istanza della creditrice dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero, con 60 giorni per eseguire l’incarico; al commissario non spetta compenso. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 800 euro per compensi e spese, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 d.lgs. 104/2010

    Il ricorso per ottemperanza va dunque accolto.

    Accertato il mancato adempimento di un giudicato, il giudice dell’ottemperanza accoglie il ricorso, ordina all’Amministrazione di eseguire la decisione e può predisporre la nomina di un commissario ad acta per l’eventuale inerzia.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il ricorso è procedibile in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    L’azione esecutiva relativa al giudicato è procedibile una volta decorso dalla notificazione della sentenza il termine di 120 giorni previsto dalla disposizione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, una volta documentati il giudicato e il credito da esso riconosciuto, l’Amministrazione che non deduca di avere adempiuto è tenuta a eseguire la decisione; il giudice può fissare un termine per l’adempimento e nominare un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia.
  • Per il ricorso di ottemperanza relativo a una sentenza di condanna al pagamento, la procedibilità richiede il decorso, dalla notifica della sentenza, del termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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